Nel corso della partita giocata ieri sera al Cibali di Catania tra il Milan e, appunto, il Catania, è accaduto un altro episodio che ripropone il tema dell’aiuto tecnologico agli arbitri di calcio.
Una bella azione di Robinho si conclude con un tiro a rete ravvicinato, che, dopo aver superato due difensori del Catania si avvia verso la rete ma interviene un altro difensore, Marchese (col n. 12 sulla schiena), il quale rinvia la palla.
Dentro o fuori? Prima o dopo che “nessuna proiezione della palla tocchi la linea di porta” (come si esprime il regolamento, per assegnare un gol)?
I cronisti televisivi, a caldo, sono indecisi. E restano indecisi anche dopo varie “moviole” e riprese televisive da varie angolazioni.
Intanto, noi siamo del parere che, in questo caso, neppure se ci fosse stato un altro uomo-arbitro dietro la porta (come si usa in Champions League) il problema sarebbe stato risolto con buona approssimazione alla realtà. Forse, solo con uno strumento tecnologico molto, ma molto raffinato, si sarebbe arrivati ad ipotizzare un’accettabile soluzione del caso.
Certo, non stiamo scrivendo questo articolo solo per raccontare questo fatto. I lettori ci potrebbero prendere a pernacchie, con piena ragione.
In effetti “dopo” il fatto raccontato, sono successe altre cose molto più meritevoli di essere evidenziate, non fosse altro che per sdrammatizzare questo periodo alquanto problematico che sta vivendo il nostro campionato di calcio.
Nei giornali telematici di stamane abbiamo subito letto parole di fuoco sia di Allegri sia, in particolare, di Galliani avverso la decisione arbitrale di non concedere il “presunto gol”.
“Gol presunto”, infatti, per tutti, ma non per la sponda Milan: per loro non ci sono dubbi, la palla ha superato la linea di porta e lo dimostrano con una foto pubblicata sul sito ufficiale dell'A.C. Milan in cui, in effetti, si vede che la palla, prima di essere respinta da Marchese, ha inequivocabilmente superato la linea di porta.
Peccato solo che in questa foto Marchese indossi la maglia col n. 17 (invece di quella col n. 12 che, in realtà, indossava nel corso della partita in questione).
Suvvia ragazzi, mettiamola sul ridere! Oggi è il primo di aprile: diciamo che qualche buontempone del sito ufficiale del AC Milan ha voluto affibbiarci un bel Pesce d’Aprile.
Male che vada, suvvia, Galliani, non se la prenda troppo: si giochi un bell’ambo secco sulla ruota di Catania: 12 e 17, appunto.
E auguri per il Camp Nou.

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