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domenica 1 aprile 2012

GALLIANI, Ambo secco sulla ruota di Catania: 12 e 17



Nel corso della partita giocata ieri sera al Cibali di Catania tra il Milan e, appunto, il Catania, è accaduto un altro episodio che ripropone il tema dell’aiuto tecnologico agli arbitri di calcio.
Una bella azione di Robinho si conclude con un tiro a rete ravvicinato, che, dopo aver superato due difensori del Catania si avvia verso la rete ma interviene un altro difensore, Marchese (col n. 12 sulla schiena), il quale rinvia la palla.
Dentro o fuori? Prima o dopo che “nessuna proiezione della palla tocchi la linea di porta” (come si esprime il regolamento, per assegnare un gol)?

I cronisti televisivi, a caldo, sono indecisi. E restano indecisi anche dopo varie “moviole” e riprese televisive da varie angolazioni.
Intanto, noi siamo del parere che, in questo caso, neppure se ci fosse stato un altro uomo-arbitro dietro la porta (come si usa in Champions League) il problema sarebbe stato risolto con buona approssimazione alla realtà. Forse, solo con uno strumento tecnologico molto, ma molto raffinato, si sarebbe arrivati ad ipotizzare un’accettabile soluzione del caso.

Certo, non stiamo scrivendo questo articolo solo per raccontare questo fatto. I lettori ci potrebbero prendere a pernacchie, con piena ragione.
In effetti “dopo” il fatto raccontato, sono successe altre cose molto più meritevoli di essere evidenziate, non fosse altro che per sdrammatizzare questo periodo alquanto problematico che sta vivendo il nostro campionato di calcio.
Nei giornali telematici di stamane abbiamo subito letto parole di fuoco sia di Allegri sia, in particolare, di Galliani avverso la decisione arbitrale di non concedere il “presunto gol”.

“Gol presunto”, infatti, per tutti, ma non per la sponda Milan: per loro non ci sono dubbi, la palla ha superato la linea di porta e lo dimostrano con una foto pubblicata sul sito ufficiale dell'A.C. Milan in cui, in effetti, si vede che la palla, prima di essere respinta da Marchese, ha inequivocabilmente superato la linea di porta.
Peccato solo che in questa foto Marchese indossi la maglia col n. 17 (invece di quella col n. 12 che, in realtà, indossava nel corso della partita in questione).
Suvvia ragazzi, mettiamola sul ridere! Oggi è il primo di aprile: diciamo che qualche buontempone del sito ufficiale del AC Milan ha voluto affibbiarci un bel Pesce d’Aprile.
Male che vada, suvvia, Galliani, non se la prenda troppo: si giochi un bell’ambo secco sulla ruota di Catania: 12 e 17, appunto.
E auguri per il Camp Nou.

giovedì 2 febbraio 2012

BAGLIORI DI VIOLENZA DEL POTERE: Lettera di Galliani


Come si usa dire: c’è sempre una prima volta...

Leggete questa lettera, scritta dall’Amministratore Delegato del Milan, Adriano Galliani, martedi 31 gennaio al Presidente della Lega Calcio, Maurizio Beretta, con riferimento alla partita di calcio Milan-Napoli in programma allo stadio San Siro - Giuseppe Meazza in Milano, per la successiva domenica 5 febbraio alle ore 20,45.

Caro Presidente,
tutti i bollettini meteorologici per i prossimi giorni, e in particolare per il fine settimana, prevedono condizioni climatiche proibitive, quali non se ne vedevano da 27 anni: a Milano, neve e temperature fra gli 8 e i 10 gradi sotto lo zero.
In queste condizioni, credo fortemente che giocare una partita, quale Milan/Napoli in calendario per le 20,45 di domenica 5 febbraio, sia assai più che inopportuno.
Le condizioni davvero estreme che tutte le fonti prevedono, mi inducono pertanto a chiederti, anche in applicazione dell'art. 31, comma 2, dello Statuto-Regolamento della LNPA, di differire la partita predetta a data nella quale sia climaticamente possibile disputare una gara normale.
Confido che la mia richiesta sia accolta e, in tale attesa, grato dell'attenzione, ti saluto cordialmente.
Adriano Galliani

Ripetiamo: c’è sempre una prima volta. Infatti, almeno negli ultimi 50 anni, non ricordiamo una iniziativa analoga.

Ma “chi mastica calcio” (come recita un noto spot pubblicitario) non la beve. E non può non soffermarsi sul fatto e cercare di capirlo, non solo per quello che, formalmente, mette in evidenza, ma (soprattutto, considerata la “fonte”) quello che, sostanzialmente, nasconde.

Vediamo.

Galliani vive “da sempre” nel mondo del calcio. E viene generalmente considerato uno degli addetti ai lavori più “esperti” e che meglio si muove nei meandri variegati che fanno funzionare il sistema calcio in Italia.
Quindi, Galliani, prima di scrivere questa missiva, non poteva non sapere:

- che in questo periodo le previsioni meteorologiche sono disastrose non solo per Milano, ma per tutta l’Italia Centro-Nord (ed alcune regioni anche del Sud);

- che tra sabato 4 e domenica 5, sono previste, tra le ore 18,00 le ore 20,45, non solo Milan-Napoli, ma anche Cesena-Catania e Roma-Inter;

- che siamo in Italia, dove, notoriamente, “nisciun' è fess'” (vero, De Laurentiis?);

- che il Milan è attualmente in una fase di grosso disagio per l'entità e la gravità degli infortuni occorsi a giocatori importanti (Pato, Aquilani, Gattuso, Cassano, Boateng, Flamini, Merkel ecc.), nonché per l’approssimarsi di partite di valenza decisiva per i vari obiettivi societari (Campionato, Coppa Italia con la Juventus, Champions League);

- che, per un principio acquisito fin nella tenera età dai ragazzini delle scuole elementari, all’interno di un gruppo o comunità, la parità di trattamento è la base inevitabile ed inderogabile della convivenza civile.

Ma, allora, perché l’ha scritta?

Prima di dire la nostra opinione (che, comunque, è già intuibile dal titolo di questo articolo) vorremmo che i lettori prendessero conoscenza delle opinioni espresse dagli altri “addetti ai lavori” nelle ore immediatamente successive alla pubblicazione della lettera di Galliani:

- ha affermato Marotta, DG della Juventus: “Credo che la Lega di Serie A sia in grado di valutare i disagi causati da questa situazione, di valutarla attentamente, in modo molto uniforme: non è possibile che una partita non si giochi e altre partite invece sì”;

- ha affermato il Presidente del Siena Mezzaroma: "Non so se il Milan avrebbe fatto le stesse richieste se avesse dovuto giocare contro il Novara";

- ha affermato il Direttore Sportivo del Siena Perinetti: "Le temperature saranno rigide in tutta Italia, non solo a Milano, sarebbe giusto quindi rinviare tutte le partite della giornata";

- ha affermato il Presidente del Parma Ghirardi: "Adesso vediamo che campo troveremo domenica a Verona, già c'è un manto erboso che è schifoso, con tutto il rispetto per i tifosi del Chievo, mi auguro che ci sia la stessa attenzione, altrimenti la mia squadra non la faccio scendere in campo".

Infine, proprio mentre scriviamo, apprendiamo che sabato 4 e domenica 5 Febbraio tutte le partite avranno inizio alle ore 15.00 (come da file sotto riportato):

http://www.gazzetta.it/Calcio/02-02-2012/neve-stadi-inadeguati-nella-bufera-zamparini-ma-tv-ci-mantengono-81218953542.shtml

Allora, ripetiamo: come possiamo spiegarci l’iniziativa (unica nella storia del calcio, almeno dell’ultimo mezzo secolo) di Galliani?

A nostro parere la spiegazione trae origine semplicemente dalla considerazione del Galliani, di appartenere alla cosiddetta “razza padrona”; e che, per ciò stesso, si ritiene di poter impunemente (vero Petrucci ed Abete?) disporre, fare e disfare a piacimento le regole e le decisioni valide per tutti, ma ovviamente non per se stessi.

In definitiva, è stata semplicemente una manifestazione (un bagliore, appunto) della violenza del potere esercitabile, impunemente, da chi si ritiene di appartenere alla “razza padrona”.

Ma, almeno questa volta, gli è andata male. Ma ci ha provato.

lunedì 31 ottobre 2011

L'allenatore nel pallone 3

La nona giornata calcistica, appena conclusa ha  presenta almeno quattro incontri nei quali  erano verosimilmente impegnate  almeno sei squadre (potenzialmente) candidate a giocarsi lo scudetto 2011-2012:
Catania – Napoli;  Roma – Milan; Inter – Juventus; Cagliari-Lazio.
Non sono qui a parlare di alcuna delle sei “blasonate”. Torno, infatti, a parlarvi dell’“ escluso” Catania.
Dico “torno” perchè già al termine della partita Fiorentina – Catania (finita  sul 2-2) ho avuto modo di esprimere  i miei elogi convinti al gioco messo in mostra dal Catania.
Inoltre, nella successiva tornata di mezza settimana, il Catania ha confermato, a Roma  contro la Lazio, tutte le sue qualità, terminando la gara sul punteggio di parità (1-1), ma furiosamente in attacco, alla ricerca della vittoria. Che poi non è arrivata per pura casualità!
E ieri, contro il Napoli (vittoria per 2-1), stessa musica.
Vorrei ricordare, al riguardo, che il Catania, nelle ultime sei partite, ha ottenuto i seguenti risultati:
Catania-Juventus: 1-1; Novara–Catania 3-3; Catania-Inter 2-1; Firorentina–Catania 2-2; Lazio-Catania 1-1; Catania–Napoli 2-1.
Sono risultati, considerate le squadre blasonate incontrate, da primi della classe; ma che, tuttavia, non dicono tutto.
Quello che non dicono, infatti, è il gioco espresso sul campo che ha consentito di raccogliere questi risultati.
Vorrei, intanto, evidenziare una caratteristica ricorrente nelle partite del Catania: in genere,  è la prima a subire il gol (nell’ultima partita, contro il Napoli, lo ha subito, dopo soli 29’’)  ma, poi, è un assalto alla rete avversaria che non si esaurisce più fino al raggiungimento del pareggio, ed anche dopo, alla ricerca della vittoria. E ciò, attraverso un gioco  spettacolare, entusiasmante anche per chi (come il sottoscritto) non è tifoso del Catania.
Questo gioco, presentato nei media come 3-5-2 ovvero come 5-3-2, in realtà, si esprime, quando c’è da recuperare il risultato di svantaggio, come se fosse un 5-3-4 oppure un 3-5-4. E non me ne voglia Canà (Lino Banfi, l’allenatore nel pallone che voleva schierare i suoi con il 5-5-5): non stiamo usurpando le sue genialità (teoriche); stiamo semplicemente riportando ciò che è (realmente) apparso, costantemente, ai nostri occhi,  nel corso delle  partite del Catania: una squadra (appunto il Catania) che sembra giocare in superiorità numerica (12 contro 10).
Certo, è un “effetto ottico” per chi è semplice spettatore; ma per le squadre avversarie in campo, è qualcosa di allucinante: ti tolgono il respiro; non ti fanno ragionare; ti circondano in tre; e alla fine il gol te lo fanno e cercano anche di farne altri. Chiedere, se non credete,  ai giocatori di Juve, Inter, Fiorentina, Lazio, e, da ultimo,Napoli.
Viene quasi da consigliare, alle squadre che incontrano il Catania: attenzione, state calmi perché, se segnate un gol, la vostra partita diventa un incubo; accontentatevi dello 0-0 iniziale.

Aldo

domenica 23 ottobre 2011

Elogio al Catania

La partita Fiorentina – Catania, giocata nel pomeriggio di ieri alle 18 e terminata col punteggio di 2-2, merita qualche considerazione,  per vari aspetti.   
La partita è stata avvincente; lo spettatore neutrale (come il sottoscritto) ne ha potuto godere i risvolti tecnici, tattici ed agonistici (evidenti dal primo all’ultimo minuto), nonché le giocate assai pregevoli di alcuni giocatori – Jovetic e Lodi.
La gara, infatti, è stata giocata da entrambe le squadre con un obiettivo evidente: vincere. E fino all’ultimo minuto,  il risultato è rimasto nel dubbio, perché il terzo gol (e la vittoria) di una delle due contendenti, era nell’aria.
Chi pensava che il Catania si sarebbe chiuso ed avrebbe giocato di rimessa, si è dovuto ricredere: anche sul 2 a 2, infatti, il Catania ha continuato a giocare “per vincere”. Prova ne sia la sostituzione di un attaccante (Catellani) con un altro attaccante (Bergessio) al 19° del secondo tempo. Faccio notare, al riguardo, che anche nella partita contro la Juventus (anche questa finita in parità) di qualche settimana prima, il Catania aveva già fatto bella mostra di sé; va anche ricordato che nella partita di ieri, il Catania ha giocato senza tre titolari infortunati: Gomez, Ledesma e Capuano.
Giocando con un 3-5-2  in fase di possesso palla, che diventava un 5-3-2 quando erano gli avversari ad attaccare, il Catania ha messo in mostra un gioco veloce (stop e passaggio), arioso (centrocampisti e laterali sempre pronti a ricevere i passaggi), stupefacente a vedersi: i due laterali di fascia (ieri Izco e Marchese) sempre concentrati, sempre disponibili, erano pronti ad abbassarsi in riga coi tre difensori centrali ed altrettanto pronti a spingersi in avanti appena riconquistata la palla.
In questo spettacolo, non posso non elogiare la sontuosa partita giocata da Lodi: in moto perpetuo, testa alta, elegante, difensore accorto e distributore di gioco illuminato; con un “sinistro di Dio” che è un piacere per gli occhi; non un passaggio sbagliato sia esso di pochi metri che di quaranta metri (per Izco o per Marchese): uno spettacolo nello spettacolo. Resta, a chi scrive, l’impossibilità di farsi una ragione su come un calciatore con queste qualità, che da anni gioca a livelli eccellenti, non sia ancora stato “scoperto” da qualche società di  maggior livello. Applausi ed auguri di cuore.
Infine, non posso mancare una citazione sull’arbitraggio di Giannoccaro: ha scontentato tutti. Fin dalle prime battute ha omesso di fischiare falli evidentissimi, anche violenti e pericolosi per l’incolumità dei giocatori; peraltro, non erano casi di possesso palla a proseguire per la squadra danneggiata (regola “del vantaggio”); perciò, inspiegabili ed irritanti. Purtroppo (per lui e per il Catania), il primo gol della Fiorentina è scaturito proprio da un evidente fallo (da dietro e con sottrazione irregolare della palla) non fischiato, con i giocatori del Catania (e non solo) in attesa del fischio e quelli dalla Fiorentina (Jovetic) che andavano a rete. Infine, sul secondo gol del Catania, la palla, colpita di testa da Barrientos, aveva superato la linea di porta di un buon metro! Ma né arbitro, né segnalinee hanno dato il gol. Fortuna (per tutti, Catania, arbitro, segnalinee, tifosi, settore arbitrale e così via) che il pallone, tirato fuori dalla porta da un difensore viola, è stato poi ribattuto in rete da Maxi Lopez.
Bravo Catania; a rivederti volentieri.

Aldo