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domenica 26 febbraio 2012

MILAN-JUVENTUS - Capitolo 5: risultato 2-2


Non c’è errore di stampa o di informazione, nel titolo di questo articolo.
Infatti, riteniamo giusto archiviare il risultato di questa memorabile partita con il risultato depurato dalle gaffes della quaterna arbitrale, viste e riconosciute tali, dalla generalità degli addetti ai lavori: quindi, due a due conteggiando anche il gol “non visto” di Muntari e il gol “segnato ed annullato”, per fuorigioco inesistente, a Matri.

Il Milan
Il Milan ha giocato, per circa 65 minuti, “alla Juventus”: cioè ferocemente, pressando alto e spendendo energie fino ad ora occulte ed incredibili a vedersi, anche perché effettuato con giocatori indicati più a giocare di fioretto (Robinho, Emanuelson, Pato, Van Bommel) che di esasperato agonismo, pressing e corsa.
In questo periodo, la Juventus ha fatto quello che il Milan le concedeva: cioè poco, quasi nulla; costretta (dal pressing e dall’agonismo inatteso del Milan) ad errori seriali e talora madornali, uno dei quali ha consentito il primo gol di Nocerino (che forse andrebbe catalogato come autorete di Bonucci, considerato che la deviazione è risultata decisiva avendo fatto cambiare direzione al pallone).

La Juventus
Ha “assistito” alla gara del Milan (travestita da Juve) per 65 minuti, nel corso dei quali ha rischiato anche di subire altri gol. Inguardabile.
Negli ultimi 25 minuti, con l’ingresso dei “titolari” , fino ad allora rimasti in panchina (Matri, Pepe e Vucinic) e con l’esaurirsi psicofisico dei milanisti (tornati a giocare “alla Milan”) la Juventus ha cominciato a macinare gioco, con assedio totale e continuo all’area milanista, e raggiungendo il pareggio, maturo, con un gol limpido, frutto di una potente girata al volo di Matri su cross di Pepe.

Tutto il resto
  • il quartetto arbitrale ha lasciato molto a desiderare; e ciò non solo per le due gaffes già ricordate, ma, soprattutto, per aver permesso, per almeno 70 minuti, un gioco alquanto duro e, a volte, violento (soprattutto da parte dei giocatori del Milan, probabilmente non abituati al tipo di gioco “juventino” e portati, quindi, a strafare, magari senza volontà di far male, ma danneggiando comunque gli avversari, senza essere sanzionati dall’arbitro. Poi, nei 20 minuti finali, il metro di giudizio di Tagliavento è cambiato e sono stati mostrati cartellini gialli e rossi in modo seriale e senza criterio apparente;
  • un pugno ben potente di Mexes, a palla lontanissima, sferrato al costato di Borriello non è stato visto dalla quaterna. Se la giustizia sportiva è ancora tale (e su questo nutriamo enormi dubbi) sarebbe d’obbligo la prova televisiva e, come deciso per Ibrahimovic, penalizzare Mexes per tre giornate (questo sì che è stato comportamento “violento”);
  • il post-partita su SKY, è stato alquanto squallido ed indecoroso; con il commentatore Boban, solitamente tranquillo e molto obiettivo nelle valutazioni e nelle considerazioni, esibitosi, ovviamente a difesa dei colori milanisti, in un alterco pirandelliano con Conte; mentre Allegri, amaramente sorridente, vantava le proprie origini toscane che gli consentirebbero di ridere e scherzare di tutto (mentre, in realtà, sparava frecciate velenose verso lo staff Juventino);
  • infine, non poteva mancare il solito Galliani, il quale, ormai fuori dalle grazie, non riuscendo a capacitarsi dall’alto del suo “potere” come possa, a volte, girare storto, secondo le sue teorie, anche al Milan (assenza di Ibra, gol non visto su Muntari), a fine primo tempo, ha inscenato, stando alle cronache mediatiche (ma ad ora, nulla si è visto sulle reti televisive), incresciosi alterchi con l’arbitro (il che sarebbe vietato dal regolamento...) e con Conte.

Ulteriori considerazioni ed approfondimenti al prossimo ed ultimo capitolo di questo Milan Juventus.

giovedì 23 febbraio 2012

MILAN-JUVENTUS - Capitolo 3: Arbitra Tagliavento


Nel momento in cui scriviamo (ore 14.00), la notizia è appena apparsa su “Tuttosport.com”.
Non ancora, su “Gazzetta.it”.

Come era oltremodo facile prevedere, la scelta dell’arbitro (e relativi collaboratori) per l’incontro di sabato prossimo in quel di San Siro-G.Meazza, tra il Milan e la Juventus non poteva che ricadere su Rizzoli o su Tagliavento.
Arbitrerà Tagliavento .
Scusandomi con i lettori che ne fossero già a conoscenza, vorrei riportare quello che avevo scritto nell’articolo di dissenso circa la “turnazione” che applicherebbe Braschi (con l’appoggio esplicito di Abete), nelle designazioni arbitrali per il campionato di calcio di Serie A (articolo pubblicato lo scorso Martedi, 21 febbraio alle ore 14,56 (a scanso di equivoci: non sono Luciano Moggi né, ovviamente, Giacinto Facchetti; ma un molto, molto modesto appassionato di cose calcistiche):


”Coraggio Abete e Braschi-Nicchi: lo vogliamo proporre? Facciamo una bella turnazione computerizzata e voi ve ne tornate a casa, a cucinare manicaretti. O sentite già le vostre tasche alleggerirsi, e magari all’incontro del prossimo Milan-Juventus, invece di mandare un Peruzzo (di turno) mandate un Rizzoli o un Tagliavento (non di turno)?”

Ed allora, cari Abete e Braschi, ora come la mettiamo? Non vorrete farci credere che per Milan-Juventus, nelle vostre “turnazioni” (peraltro top-secret, mai divulgate), ammesso che esistano, era previsto proprio Tagliavento e non, ad esempio, Peruzzo?
Ma davvero credete che gli italiani, in particolare gli sportivi appassionati di calcio, siano degli sprovveduti?
Allora, siamo a chiedervi un’altra prova di coraggio (poi basta, la pazienza ha un limite...): ammettete che, per le evidenti, inidonee, tragiche designazioni di cui si è lamentata recentemente la Juventus, non avete trovato di meglio che cadere dalla padella alla brace, dimenticando che non esiste migliore gratificazione, che l’ammettere i propri errori.
Buon Milan-Juventus a tutti

martedì 21 febbraio 2012

ABETE: contare fino a 10 o meglio tacere


Abbiamo già più volte espresso, in precedenti articoli, il parere di non condividere l’assunto del designatore arbitrale Braschi: “tutte le squadre meritano lo stesso rispetto”.
Ora, è di stamane la notizia che il famigerato Abete (Presidente della FIGC), che, ormai lo hanno capito tutti, quando parla sbaglia, ha rilasciato la seguente dichiarazione, riferendosi alle esternazioni dell’allenatore della Juventus, Conte, in merito al ricorrente caso di diniego di rigori, visti e riconosciuti dalla generalità degli addetti ai lavori, ma non concessi dagli arbitri:

"Le parole di Conte sono state abbastanza forti anche se lui stesso ha evidenziato che fa parte del calcio rappresentare situazioni meritevoli di attenzione. L'impostazione di Nicchi e Braschi prevede la rotazione degli arbitri per far sì che non dirigano uno stesso club per più di un tot di partite, perchè non è pensabile che alcuni club abbiano solo arbitri internazionali. Gli arbitri ruotano e si può avere la concezione di essere diretti da un arbitro più o meno esperto, tenendo così i venti club nella stessa situazione”


Sostanzialmente, Abete afferma di condividere l’operato di Braschi: e cioè tutte le squadre, e, di conseguenza, tutte le partite del campionato di calcio, sono meritevoli della stessa attenzione, e, perciò, si opera ”la rotazione degli arbitri”.
Ci scusiamo con i lettori che avessero già conosciuto il nostro pensiero, ma riteniamo di doverlo ribadire e, con l’occasione, approfondirlo.

“La legge è uguale per tutti”
Riteniamo (e non pensiamo di essere i soli) che questa frase provochi più danni di quanti ne dovrebbe salvaguardare.
Intendiamo dire che questa frase è ingannevole, perché non completa. E’ solo una “mezza frase” che , come tale, è falsa e fuorviante.
Il concetto completo, sarebbe: “la legge è uguale per tutti coloro che sono nella medesima situazione”.
Ci rendiamo conto che la frase completa è troppo lunga; e le necessità di “essere brevi” la fa ridurre in un’altra frase con contenuto, appunto, falso ed ingannevole.
Per rendere meglio il pensiero, trattasi di una situazione analoga a quando, per brevità, diciamo frasi come “oggi scioperano gli autobus”, il che è chiaramente inesatto ed ingannevole, perché in realtà occorrerebbe dire, correttamente: “oggi scioperano i conducenti degli autobus”. Ma la necessità di essere brevi crea l’evidente inesattezza.

“Le designazioni arbitrali sono uguali per tutti”
Nel caso delle idee espresse da Braschi e sottoscritte, per evidente adesione, da Abete, si sta verificando qualcosa di analogo.
Riteniamo, infatti, che sia un errore grossolano (che potremmo giustificare per il designatore arbitrale Braschi, uomo di campo - ex arbitro, ma mai e poi mai per un dirigente sportivo, avente funzione politica come Presidente della FIGC), ipotizzare che tutte le squadre/partite “meritano lo stesso rispetto” e che, quindi, “è opportuno operare una rotazione degli arbitri”:

  1. perché, ai fini delle designazioni arbitrali, non esistono parità di condizioni tra tutte le partite in tutte le giornate del campionato; a puro titolo esemplificativo, la partita Milan-Juventus di sabato prossimo 25 febbraio, che potrebbe decidere le sorti dello scudetto, non appare situata “nelle pari condizioni” con una partita, ad esempio, tra Cagliari e Fiorentina, squadre di metà classifica, ipoteticamente fuori da qualche particolare obiettivo (Scudetto, coppe, salvezza). Questo, solo un idiota (persona stupida ed insensata, Il Nuovo Zingarelli) potrebbe consideralo “mancanza di rispetto” per il Cagliari e/o per la Fiorentina.
  2. se lo staff di Braschi e Nicchi e tutti i relativi collaboratori (da noi profumatamente pagati...) si limitano a proporre una “rotazione” degli arbitri rispetto alle varie squadre/partite (tutte meritevoli della stessa considerazione), perché (niente di più facile!) non si lascia il tutto ad un calendario computerizzato degli accoppiamenti partite/ arbitri, e Braschi-Nicchi e relativi collaboratori non se ne vanno a casa a fare qualcosa di più utile per se stessi e per la comunità?

Coraggio Abete e Braschi-Nicchi: lo vogliamo proporre? Facciamo una bella turnazione computerizzata e voi ve ne tornate a casa, a cucinare manicaretti.
O sentite già le vostre tasche alleggerirsi, e magari all’incontro del prossimo Milan-Juventus, invece di mandare un Peruzzi (di turno) mandate un Rizzoli o un Tagliavento (non di turno)?.
Abete: come dirigente politico, ma lei, prima di esternare, si ferma i classici 10 secondi a pensare quello che è lecito ed opportuno dire?
Sembra di no.