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lunedì 31 ottobre 2011

Sintomi di stato confusionale

 Non sono medico, ma non posso non rilevare come, da qualche tempo, nell’ambiente interista, appaiono sintomi di “stato confusionale” sempre più evidenti e generalizzati: dal Presidente (Moratti), all’Amministratore delegato (Paolillo); dall’Allenatore (Ranieri) ai giocatori, fino ai  tifosi.
Tralasciando i sintomi confusionali messi in mostra da Moratti (su calciopoli 1 e bis, sul quale, comunque, ritorneremo) e da Paolillo (“5 rigori contro”, sul quale ci siamo già soffermati in un precedente articolo: “Al lupo, al lupo”), ora ci soffermiamo un attimo su Ranieri e sui tifosi (si fa per dire ) interisti.
RANIERI: al termine della partita (persa in casa 1-2) con la Juventus, ha rilasciato, tenendo un sorriso alquanto istrionico, la seguente dichiarazione, agli intervistatori di SKY:
"Sono soddisfatto della prestazione, nel primo tempo la squadra mi è piaciuta. Loro hanno colpito nelle uniche due azioni".
“Sono soddisfatto della prestazione ma loro hanno purtroppo colpito nelle uniche due azioni”
Ci sono alcune stranezze, in questa dichiarazione:
-          i media hanno evitato di farne rilevare, quanto meno, l’infondatezza ( forse perché talmente evidente, da non doverla rimarcare?);
-          stante l’infondatezza evidente (trattandosi di numeri, sono perfettamente contestabili), come spiegarne l’origine, se non con lo “stato confusionale”?
-          da notare, che non dice “ tiri in porta” (che pure sarebbe un errore enorme e come qualcuno , forse pietosamente ma erroneamente ha riportato); ma dice “azioni”: cioè,  ha sostanzialmente affermato che la Juve, nella partita appena finita, aveva impostato solo “due azioni” (si dovrebbe intendere, almeno, ma non lo ha detto, trasformabili potenzialmente  in gol): una enormità incomprensibile; assurda, rispetto ai fatti appena accaduti; anche qui  sostenibile solo affermandone uno “stato confusionale”.
I TIFOSI: è di pochi minuti or sono la notizia della multa di 20.000 euro all’Inter, per responsabilità oggettiva nei confronti dei propri tifosi (si fa per dire) “per  esposizione di striscioni offensivi”: dei quali uno inneggiava ai fatti dell’Heysel, e l’altro augurava, per così dire, una migliore vita al Presidente della Juventus Andrea Agnelli.
 A dire il vero ce ne sarebbe stato anche un altro di notevole “pregio”, grande come una intera curva di S.Siro, circa le presunte ruberie della Juventus.
Cosa dire? secondo questi pseudo-tifosi:
- il crollo delle tribune all’Heysel fu colpa della Juventus;
- Andrea Agnelli deve morire;
- i 29 scudetti della Juve sono stati rubati.
Come spiegare (ovviamente, senza giustificare) tutto ciò, se non affermandone lo “stato confusionale”?
Buona fortuna.

Aldo

venerdì 28 ottobre 2011

Al lupo, al lupo

All’89° minuto dell’incontro Atalanta – Inter, giocata ieri sera e terminata in parità (1-1), l’arbitro ha assegnato un calcio di rigore all’Atalanta, poi sbagliato da Denis che lo ha tirato debole e centrale addosso al portiere Castellazzi.
Avvisaglie di polemiche a fine partita, si sono avute già dalle parole di Ranieri che, intervistato in merito a tale penalty ha risposto: “ormai ci siamo abituati: in otto partite ce ne hanno fischiati cinque e nessuno era da considerare rigore certo”.
Le  polemiche  sono  state, poi, “ufficializzate”, ed  hanno assunto carattere di protesta nei confronti della Federazione e del suo Presidente (Giancarlo Abete), quando, dopo Ranieri, si è presentato all’intervistatore, il Segretario generale dell’Inter Paolillo, che, fra l’altro, ha detto: "Sembra essere diventato molto facile dare rigori contro di noi; non so perchè succede. Noi siamo molto rispettosi della classe arbitrale, non protestiamo con il presidente degli arbitri nè con il designatore, ma c'è un garante di tutto questo, è il presidente della Federazione, sta a lui valutare se gli arbitri sono in forma o meno e se stanno passando un momento particolare. Non parlo di disegno contro di noi, non lo penso. È un momento psicologico della classe arbitrale in cui dare un rigore contro di noi sembra la cosa più facile e difensiva".

Al riguardo, credo ci siano almeno tre aspetti da porre all’evidenza dei lettori:
1-     Il rigore, a detta della generalità dei media, era “dubbio”: cioè si poteva dare e si poteva non dare;
2-     sui rigori il discorso va fatto in termini complessivi e relativi;
3-     sabato prossimo, come tutti gli sportivi sanno, c’è il “Derby d’Italia”: Inter-Juventus.
Analizziamo punto per punto:
1-    sempre la maggioranza dei media, ha ritenuto che quel rigore era effettivamente dubbio. Vorrei, al riguardo, far notare che, oltre ad essere dubbia, l’azione si svolgeva, dentro l’area  ma  molto defilata sulla sinistra di Castellazzi; palla e giocatori erano avviati verso il fondo campo: intendo dire che  l’azione non poteva neppure essere considerata “potenzialmente da rete”. Ritengo, quindi, che l’arbitro (o il segnalinee) abbia effettivamente esagerato nel dare il rigore.
2-    I cari Ranieri e Paolillo, dovrebbero, con l’esperienza calcistica che si ritrovano, aver ormai maturato l’idea che, quando si parla di  numeri, se non si è obbiettivi, si rimediano figure  meschine. Vediamo come stanno, in realtà,  le cose: l’Inter ha avuto, ad oggi,  5 rigori contro (di cui solo 3 convertiti in gol); ma ne ha avuti 2 a favore (entrambi  convertiti in gol). Facendo delle semplici differenze risulta: rigori contro 3; gol subiti su rigore 1. Questi sono i numeri in termini assoluti. Vediamo, ora,  in termini relativi, ad esempio nei confronti della Juventus, come stanno le cose. La Juve, ad oggi,  ha ricevuto 1 rigore contro (trasformato in gol) e zero rigori a favore. Le differenze dicono : rigori contro 1; gol subiti su rigore 1. Le differenze relative dicono , quindi, che siamo sul pari per quanto riguarda i gol subiti su rigore (entrambi 1); mentre l’Inter ha subito 2 rigori in più. Questi sono i numeri; c’è da gridare allo scandalo?. Noi crediamo di no. E, allora, come si spiga tutto questo “can can“ di Paolillo? Veniamo al punto successivo.
3-    Come accennato, sabato si giocherà Inter-Juventus. L’incontro si presenta, già di per se stesso, alquanto “difficile“ da arbitrare; e ciò,  sia per le varie diatribe  giudiziarie in corso tra le due società; sia per il conseguente  malanimo che ciò ha indotto nelle rispettive tifoserie; sia,  infine, per le rispettive posizioni in classifica  che rendono il risultato di questo incontro estremamente importante per il prosieguo del campionato, per entrambe le squadre. Ritengo, perciò, del tutto inopportuno gettare ulteriore acqua sul terreno bagnato, (anzi, alluvionato)  ed aumentare ulteriormente la problematicità della partita, tirando in ballo, preventivamente, il settore arbitrale e, perfino, il Presidente Abete.
L’Inter,  come società e come team,  sta attraversando momenti bui. E il peggio deve ancora arrivare,  sia come società (processo di Napoli in via di conclusione, con quello che seguirà sul piano sportivo e finanziario) sia come team (posizione in classifica a rischio retrocessione).
Ciononostante, riteniamo che il comportamento tenuto dal Paolillo, nella circostanza, sa poco di eleganza e molto di lagnanza;  appunto,  da “caccia al lupo”.