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giovedì 28 giugno 2012

Merkel e Germania: Buttiamoli fuori dall'Euro(peo)


Non sappiamo se il titolo in prima pagina del “Corriere dello Sport” di questa mattina, che potete vedere qui a fianco, sia stato “voluto” oppure sia del tutto “casuale”

Sta di fatto che la foto di Pirlo , nascondendo le ultime tre lettere (“peo”) della parola “Europeo”  e lasciando quindi   leggere ciò che resta:  “Buttiamolifuori dall’EURO”, induce il lettore ad una diversa interpretazione, almeno letterale, del titolo.

A noi piace pensare che Pirlo (senza volerlo...) abbia combinato un’altra delle sue genialità. Ricordando a tutti che stasera elimineremo dall’EURO (oltre che, ovviamente, dall’EUROPEO) la Merkel (e la Germania), che tanto si sta sbattendo, per cacciare via, appunto,  dall’EURO ,  la Grecia, la Spagna, l’Italia ed il Portogallo, senza sentire ragioni.

Vorremmo aggiungere, che,  se del caso, la stessa Merkel dovrebbe essere condannata a fare 50 giri di campo; ma non il campo di calcio dove si giocherà la partita, bensì il “suo” campo di concentramento di Auschwitz. Con la (doppia) speranza, così, che possa ridurre a proporzioni “decorose" il suo “lato B” ed a ricordare gli effetti indotti da una linea intransigente verso altri Paesi che meriterebbero, almeno, di essere ascoltati.

mercoledì 27 giugno 2012

Il peccato originale di Prandelli


In un precedente articolo, pubblicato prima che iniziasse il Campionato Europeo di calcio 2012, mettemmo in evidenza alcune anomalie  nelle scelte effettuate da Prandelli per la composizione del Team italiano e cioè:
1-    la mancata indicazione di un modulo, almeno tendenziale, con cui l’Italia si sarebbe espressa; mettendo in evidenza, comunque, che dalle  caratteristiche del pacchetto arretrato (difensori e centrocampisti)  convocato, si sarebbe dovuto supporre la tendenza al modulo 3-5-2 (Criscito, Bonucci, Barzagli, Chiellini, Balzaretti, Pirlo, Giaccherini ) tutti ormai votati al 3-5-2 nelle rispettive squadre di club;
2-    la mancata  indicazione di una “filosofia di gioco” (prima non prenderle? possesso palla? catenaccio e contropiede? giocare per vincere?).  Nulla; buio totale;
3-    l’eccessivo numero di attaccanti convocati (cinque) rispetto a difensori e centrocampisti, nonché la loro inconsistenza fisica (una vera e propria Banda Bassotti!).
Vediamo cosa è accaduto e sta accadendo:
1     e  3 -  si è iniziato il campionato giocando le prime due partite, effettivamente, col modulo 3.5.2 esprimendo un buon calcio ed ottenendo due buoni risultati (due pareggi con Spagna e Croazia)  tuttavia, il pareggio contro la Croazia ha lascito qualche apprensione di troppo e per la terza partita,  contro l’Irlanda si è giocato col 4.4.2, poi confermato nei quarti di finale contro l’Inghilterra.
Problema: sta emergendo drammaticamente la mancanza di ricambi  difensivi mentre, viceversa, ci sono tre attaccanti  (Giovinco, Borini e Di Natale) panchinari stabilizzati ed inutili alla causa (salvo  Di Natale per il poco che ha giocato). Ci troviamo ad affrontare la Germania,  in semifinale, con Abate e Balzaretti usciti dal match con l’Inghilterra quasi distrutti; con Chiellini infortunato  e forse recuperabile ma molto a rischio di ricaduta; con De Rossi col nervo sciatico infiammato. Cosa ne dice Prandelli: mettiamo Giovinco e Di Natale a fare i difensori laterali “bassi” ? (certo, “bassi” lo sono per destinazione naturale...)
2-    la mancata indicazione di una “filosofia di gioco” , sembra superata, perché il “gruppo Juve” , evidentemente,  ha imposto la “sua” filosofia  : “giocare per vincere, dal primo all’ultimo minuto, contro tutti”
CONCLUSIONE  il “peccato originale” commesso da Prandelli, in fase di convocazione, espresso dalle citate tre carenze, sta,  purtroppo, emergendo con drammaticità (contro la Germania, si torna alla difesa a tre, per mancanza di difensori “bassi” ?);
Ci ha tenuto a galla, fino ad ora, e speriamo continui,  la “filosofia  di gioco” che ci ha consentito di affrontare a viso aperto chiunque. Contraddicendo , e sorprendendo, chi riteneva gli italiani alquanto “vigliacchetti” (nel calcio e non solo...).
E allora, Forza Azzurri: calma e gesso (che vuol dire: palla a Pirlo!), per la vittoria, contro chiunque.

venerdì 22 giugno 2012

E se avesse ragione Churchill...

Come suggeriva Nando Martellini in un "Fantozzi" qualche anno fa, nessuna forza al mondo ci impedirà di metterci davanti ai teleschermi domenica sera.

Italia-Inghilterra non è mai stato un confronto "storico", un duello classico, come lo può essere Brasile-Argentina, per esempio. Le classiche nemesi in terreno di football per le due squadre, e sempre di più negli ultimi anni, sono la Francia, soprattutto per l'Italia, e la Germania, soprattutto per l'Inghilterra - non si contano le volte che i tedeschi hanno eliminato gli inglesi in competizioni finali, specie se ai calci di rigore.

Principalmente il motivo è stato il caso: è il caso infatti ad aver fatto sì che queste due formazioni non si siano affrontate praticamente mai in competizioni ufficiali finali (Mondiali ed Europei) e abbastanza poco nelle qualificazioni. Ricordo giusto un gol di Magic Box Zola a Wembley nel '97 e poi c'è il famoso gol di Capello sempre nella Mecca del calcio britannico.

Storicamente due modi di interpretare il calcio agli opposti: tattico, al limite dello speculativo il nostro, all'arrembaggio e senza fronzoli il loro.
Le squadre che si affronteranno domani però vedranno probabilmente certe differenze smussate.

L'Inghilterra viene da anni in cui beneficia del miglior campionato del mondo, con i migliori professionisti del mondo, tra cui i anche i "nostri" allenatori, da Ancelotti a Mancini, da Capello a Di Matteo. E in più l'attuale allenatore Roy Hodgson ha avuto modo di vivere il nostro calcio tattico: mi aspetto un'Inghilterra molto attenta che al limite si farà pure attaccare per poi cercare di sfruttare la velocità di Rooney, Walcott e soci.

L'Italia ha quindi in parte perso il suo vantaggio competitivo, la tattica, negli ultimi anni, e sta cercando di seguire la strada della Spagna, mettendo in campo tanti giocatori di qualità (seppur inferiore rispetto a Iniesta & co.), e provando a fare la partita, talvolta pure pressando gli avversari nella loro fase di impostazione: una palla recuperata nella trequarti avversaria può facilmente trasformarsi in una palla gol.

Sperando nella luna buona di Pirlo e Balotelli e che il mister non ci metta troppo a inserire Giovinco al posto di un Cassano che regge al top sì e no 40 minuti, dal punto di vista del modulo credo che Prandelli sia sulla direzione giusta con il 4-4-2. Sebbene tutto il reparto difensivo sia più abituato a giocare a 3 nel proprio club (che sia Juve, Napoli o Palermo), e la difesa a 3 abbia dato tutto sommato buoni esiti nelle prime due partite dell'Europeo, il punto di forza degli inglesi non può essere trascurato. E il punto di forza degli inglesi (oltre al contropiede e a due giocatori super che possono risolvere il match in un momento, Gerrard e Rooney) sono le fasce sulle quali puntano molto per mettere cross in mezzo o al limite guadagnare calci d'angolo o comunque calci piazzati sui quali potremmo davvero soffrire.

Il leader britannico Winston Churchill una volta disse:"Gli italiani perdono le guerre come fossero partite di calcio e le partite di calcio come fossero guerre". Non credo avesse tutti i torti: con un campo, una palla e una porta da difendere, gli italiani diventano gente molto competitiva e per questo credo siano favoriti per domenica.

mercoledì 18 maggio 2011

Mi rimpiangerai

Pirlo lascia il Milan dopo 10 anni di alcune grandiose vittorie (2 Champions e 2 scudetti, più annessi e connessi) e tanto bel gioco e, fuori da Via Turati, a specifica domanda: "Credi che il Milan ti rimpiangerà", risponde "Spero di sì", lasciando intravedere lo svolgimento della vicenda tra il bresciano e la società rossonera.
Tiroa indovinare, ma direi che si parte dalla fiducia nel giocatore da parte dell'allenatore non infinita, fatto testimoniato dalle formazioni schierate a ottobre-novembre con la cerniera Gattuso-Ambrosini-Flamini (con Pirlo sul pino) e da qualche infortunio sospetto (forse diplomatico) di Pirlo stesso; si prosegue con l'acquisto di Van Bommel a gennaio, le prestazioni dello stesso olandese e il conseguente rinnovo del contratto al nazionale oranje; Pirlo pensa: "ma io voglio ancora il posto fisso, non m'interessa se in una squadra con minori ambizioni" e, al contrario di alcuni senatori che magari accetteranno qualche panchina in più, decide di emigrare rendendo così tutti felici e contenti.

A niente è valso ricordare come proprio Pirlo sia stato il giocatore più tatticamente decisivo (niente Nesta, Dida, Sheva, Kakà) per la svolta nel modo di giocare del Milan a partire dal secondo anno di Ancelotti. A niente è valso considerare il fatto che proprio un giocatore dalle sue doti tecniche dovrebbe risentire meno nel rendimento degli anni che avanzano - non è che abbia mai corso tanto. A niente è valso sapere se il bresciano ha già un accordo con qualche altra squadra per pareggiare tale offerta economica.

Pirlo è alla ricerca di una "nuova avventura" e pare che la troverà a Torino con la maglia della Juve, l'antagonista principe del Milan degli anni del bel giuoco che Pirlo stessa aveva contrbuito a costruire.