domenica 22 aprile 2012

SCONCERTI: tra senilità e "Sconcerto quotidiano"

Abbiamo già avuto modo di porre all’attenzione dei lettori, alcune scellerate argomentazioni  che, di tanto in tanto, vengono esternate  da Mario Sconcerti, nella (quasi) quotidiana rubrica Lo sconcerto quotidiano, sul “Corriere della Sera”.

Cominciamo a pensare che mai titolo di rubrica si sia dimostrato più appropriato; e non solo per il “richiamo” al cognome dell’articolista; ma, bensì e soprattutto, per il contenuto degli articoli.
Così, ad esempio, in un recente “sconcerto”, il nostro Mario sostiene:

“Ma davvero siete convinti che i giornali e le televisioni siano contro Juve, Inter o MIlan? Davvero pensate che qualcuno possa essere scientificamente contro i clienti a cui si rivolge? Conoscete commercianti così stupidi? E perchè le televisioni dovrebbero dare centinaia di milioni a squadre di cui vorrebbero il male? Non è meglio accettare che a volte esista anche chi ha opinioni diverse dalle nostre? [...] Nessuno va contro la massa dei propri clienti. Esistono giornalisti tifosi, come esistono medici, farmacisti, impiegati tifosi. Ma che un grande mezzo di comunicazione sia contro un grande pubblico è una contraddizione in termini.”
Con ogni buona volontà, e dopo tante riflessioni, confessiamo di essere rimasti  indecisi  su due correnti di opinione dirette a far luce sulle cause di  tali  esternazione:
  1. Sconcerti è in piena senilità, e, quindi, non vede nulla oltre il suo naso: perciò, ormai,  parla per truismi (“lo zucchero è dolce”...) e non va oltre;
  2. Sconcerti scrive sciocchezze (perché di questo si tratta!) costretto, com’è,  a sintetizzare il proprio pensiero (fino a travisare idee e fatti), dalla  ristrettezza dello spazio a disposizione per il (quasi) quotidiano sconcerto (una decina di righe per volta!).
E’ assai credibile che la migliore approssimazione al vero sia quelle che contiene entrambe le citate ipotesi.
Nel caso specifico sopra riportato, Sconcerti sostiene che i media (giornali, tv, radio, ecc.) non  possono parlare male dei propri clienti (lettori, ecc.). E’ un non senso. Una contraddizione in termini.

La tesi espressa è talmente buffa che faremmo un torto ai nostri lettori a indicare idee contrarie a tale tesi (fra l’altro, sarebbero tali e tante, da poterne ricavare un trattato!).
Ci limitiamo a pochissimi rilievi dai quali emergono, di volta in volta, la vanità, la grossolanità, la insostenibilità e, infine, per tutte, la falsità della tesi sostenuta:
- ha mai letto Sconcerti un giornale di destra parlare bene della sinistra (e viceversa)?
- ha mai sentito Sconcerti un venditore di qualsiasi merce magnificare la stessa merce venduta dal concorrente vicino?
- per rimanere in campo sportivo: dove era Sconcerti, nel 2006, quando il suo quotidiano (Gazzetta dello Sport) e il suo Direttore (Candido Cannavò) tirarono fuori “dal nulla” "Moggiopoli", poi derubricata, a furor di popolo, in "Calciopoli" e, infine, in “Farsopoli”, affossando una squadra del nostro Campionato di calcio, seguita dal maggior numero di tifosi in Italia?
- e, addirittura mettiamogli, sotto il naso, al caro Mario, perché se ne faccia una ragione (se è ancora in grado di farsene), quello che sta scrivendo, la Gazzetta dello Sport, da qualche settimana, sul nuovo scandalo del “calcio scommesse”, con lo stesso ardore/rancore nei confronti della squadra che sta lottando per lo scudetto contro una dei “poteri forti” di Milano (e dei suoi due quotidiani, politico e sportivo):
  1. in  via successiva, sono state messe in evidenza, sempre in prima pagina, presunti coinvolgimenti nella “scommessopoli”, prima di Bonucci, poi di Pepe, poi di Quagliarella: tutte “ipotesi” e “voci” riprese dalla Gazzetta, messe in prima pagine salvo, dopo pochi giorni,  non parlarne più,  per evidente  insussistenza delle “voci”;
  2. non contenti di ciò,  i colleghi gazzettari del nostro Mario, ora che il gioco si sta facendo duro (mancano pochi turni a fine campionato...) anch’essi vanno giù duro ed alzano il tiro: l’allenatore Conte. E via con le supposizioni (sempre in prima pagina!) circa l’eventuale “pena” da affibbiargli: sei mesi, un anno, due anni, radiazione!
E tutto questo, i colleghi del nostro Mario, lo hanno letteralmente inventato.
Infatti, il nome di Conte sembra risulti da un verbale di confessione (del Calciatore Carobbio, ex Siena) , secretato dagli inquirenti.

Allora i casi sono due:
- o i gazzettari hanno inventato il tutto e “sbattuto il mostro in prima pagina” (come riteniamo);
- o gli stessi, in qualche modo, illegale per forza di cose, hanno potuto conoscere ciò che, per definizione, non doveva essere conosciuto (qualcuno, responsabile della violazione, dovrebbe essere incriminato!).

CONLUSIONE: pur con questi pochissimi esempi (ma se ne potrebbero citare all’infinito!), Mario Sconcerti è ancora in grado di sostenere, come ha fatto, “che un grande mezzo di comunicazione (come la Gazzetta  dello Sport ndr) sia contro un grande pubblico (tifosi della squadra più seguita dagli italiani ndr) è una contraddizione in termini.”
Una contraddizione (in termini, addirittura!) che solo Mario Sconcerti, vede (non vedendo altro): che sia ora di godersi la pensione?

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