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martedì 19 febbraio 2013

Stadio S.Paolo: rizollato o rizzolato?



           

Al momento in cui scriviamo (ore 13.30 del  19.2.2013), appare ancora, sull’edizione elettronica del quotidiano sportivo “Tuttosport”, edito a Torino, un articolo giornalistico col seguente titolo: “Per la sfida Napoli-Juventus il San Paolo sarà rizzolato”


Gli amanti del calcio che seguono, anche con distacco, il nostro massimo campionato di calcio, avranno avuto notizia della situazione indecorosa del terreno di gioco dello Stadio S.Paolo su cui si è disputata l’ultima partita di campionato, Napoli-Sampdoria, finita con un risultato di parità e che potrebbe aver  determinato una grossa occasione persa, dal Napoli, per avvicinarsi alla Juventus nella corsa allo scudetto.


Sapranno anche, i citati sportivi, che il prossimo 1 marzo, proprio allo Stadio S. Paolo, è in programma quel Napoli-Juventus che potrebbe, in effetti, essere decisivo per lo scudetto 2012-2013.


In previsione di ciò è stata disposta, ed  iniziata proprio questa mattina, la “rizollatura” (con una “z” e due "l") del manto erboso del S. Paolo, in modo da poter giocare “la partita dell’anno” in condizioni ambientali (terreno di gioco) almeno decenti.


Nel titolo dell’articolo sopra riportato, purtroppo, invece di “rizollatura” (con una “z”), si riporta “rizzolatura” (con due “z” ed una "l").


Errore madornale del giornalista (ci verrebbe da scrivere del “giornalaio”, con rispetto parlando per i rivenditori di giornali)?


Troppo grossa la svista! Non ci crediamo!

Se fosse realmente un errore, esso sarebbe talmente marchiano che il giornalista responsabile  meriterebbe il licenziamento in tronco.


Nel “Corriere dello Sport”, giornale di  Roma (e, generalmente, del Sud dell'Italia), proprio  stamane, si pone in bella evidenza l’eventualità che la partita in questione possa essere affidata alla direzione dell’arbitro bolognese Rizzoli (giustamente, con due “z” ed una "l").


Donde il sospetto che, scrivendo “rizzolatura”, non di errore marchiano si tratti, ma di una voluta, provocatoria allusione ai precedenti fatti della Supercoppa italiana, giocata alla fine dell’estate scorsa, appunto tra la Juventus ed il Napoli, con  le plateali contestazioni finali del Napoli dirette all’operato del citato Rizzoli, responsabile di alcune decisioni, a loro dire, notevolmente dannose nei loro confronti.


Forse fantastichiamo, ma è sempre meglio che considerare un errore marchiano di chi scrive “rizzolatura” (da “Rizzoli”) invece che “rizollatura” (da “zolla”).

lunedì 27 febbraio 2012

MILAN-JUVENTUS - Ultimo capitolo: le conseguenze


Chiudiamo l’argomento Milan – Juve con una carrellata sui problemi emersi nelle due giornate successive e prima che il giudice Tosel esprima le sue decisioni (mentre scriviamo, sono le 10,27 di lunedi 27).

Prova tv
Dalla diretta televisiva di SKY, e neppure nel lungo post-partita di SKY, era emerso un altro comportamento alquanto violento tenuto da Muntari, che, per sfuggire alla marcatura di Lichtsteiner, in area della Juventus, lo prende letteralmente a pugni e gomitate, atterrandolo come un pugile che manda il suo avversario ko.
La vicenda, riteniamo sia sfuggita completamente alla quaterna arbitrale (ed ai telespettatori), anche perché in quel momento, nell’area juventina, sostava il fumo di in petardo o di un fumogeno piovuto poco prima dagli spalti. In effetti, almeno noi, nella diretta televisiva, non avevamo notato alcunché di particolare.
Solo domenica mattina le riprese, con moviola, sono apparse sugli schermi di SKY - almeno, solo allora chi scrive ne ha preso visione.
Mentre lunedi mattina il fatto narrato viene messo in risalto sia da Tuttosport, sia dal Corriere dello Sport, sia nelle edizioni cartacee che in quelle informatiche (entrambi, prevedono la prova tv); nessun cenno è fatto da parte della “Moviola della Gazzetta”: sfuggito anche alla “moviola della Gazzetta”? O non si fida della moviola altrui?
Riteniamo che, se il fatto non è stato verbalizzato dal gruppo arbitrale, e considerato normale contrasto di gioco, debba essere oggetto di “prova tv” come per il pugno sferrato da Mexes a Borriello.

“Peso specifico” delle sviste arbitrali
L’argomento è stato dibattuto, con toni anche accesi, la prima volta, nel corso del dopo partita andato in onda su SKY, tra Boban (commentatore SKY) e l’allenatore della Juventus Conte.
Ricordiamo che, al 25° del primo tempo, è accaduto il fattaccio del gol “non visto” di Muntari. Mentre, verso il 75° è accaduto l’altro fattaccio dell’ “annullamento del gol” di Matri, regolare secondo l’opinione della generalità degli addetti ai lavori e dei moviolisti.
Dicono i milanisti (e Boban): il gol non visto di Muntari ha pesato di più (maggiore “peso specifico”, per usare le parole di Boban), rispetto a quello annullato a Matri, sulla partita, perché andando sul 2-0 la partita sarebbe stata diversa (intendendo, forse, due cose: il Milan avrebbe gestito meglio la partita; la Juve l’avrebbe considerata “persa”);
Dicono gli juventini (e Conte): non esiste, nel calcio, un peso specifico di due gol (uno per parte) non concessi. Due gol non concessi sono tali e basta.

Riteniamo che entrambi abbiano in parte ragione:
- ha ragione il Milan, perché, in generale, raggiungere il 2 a 0, dà maggiore sicurezza e rende l’incontro (cioè, la parte rimanente dell’incontro!) meglio gestibile dalla squadra in vantaggio (il contrario accade alla squadra in svantaggio);
- ha ragione la Juventus, perché, in particolare, nel caso in esame, il secondo gol era stato segnato al 25° del primo tempo, quando restavano, perciò, 65 minuti ancora da giocare; in una partita che metteva in gioco enormi chances di scudetto; contro una squadra fino ad allora imbattuta, e che, per atteggiamento generalmente riconosciuto, non si dà mai per vinta e che gioca sempre “per vincere” (come, poi, infatti, è accaduto, ha segnato davvero due gol, sebbene uno annullato, dallo stesso segnalinee, con forte odore di “compensazione”).

Adriano Galliani: rottura dei rapporti tra le due società
Apprendiamo, dalle edizioni informatiche dei quotidiani sportivi, che la dirigenza milanista ha dichiarato lo “stop ai rapporti di alleanza” fino ad ora intercorsi con la Juventus (l’articolo, apparso sulla Gazzetta dello Sport, è visibile solo sulla edizione cartacea e non anche su quella elettronica).
La cosa è spiacevole ed è auspicabile che, nei prossimi giorni, con il decantare della ruggine emersa a fine partita, tutto rientri nella normalità.
Certo, appare davvero esilarante (se non peggio) che uno dei massimi artefici delle incomprensioni di questo periodo, tra le due società (lo stesso Galliani, cioè), si ritenga, poi, danneggiato al punto da rompere le relazioni di amicizia (ma non si sa bene per cosa: sembra che, a suo dire, la Juventus stia operando una nuova “Calciopoli”; ma, mancando, al momento, l’ufficialità della decisione, ci asteniamo da ogni commento).