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giovedì 15 marzo 2012

GIUSTIZIA E SENTIMENTO POPOLARE - Capitolo 2: La sciarpa dei napoletani a Londra

L’argomento di questo secondo capitolo, la sciarpa dei tifosi napoletani a Londra, non era previsto. Soprattutto, perché imprevedibile.
Ma, essendo accaduto, si è prepotentemente inserito nel nostro progetto di capitolato.
Gli appassionati di calcio, di qualunque squadra tifosi, avranno notato, ieri sera, come la regia della trasmissione televisiva di SKY, alcuni minuti prima che iniziasse, a Londra, l’incontro tra il Chelsea ed il Napoli, abbia inquadrato e, stranamente, indugiato anche con una zoomata ravvicinata, su alcuni tifosi napoletani che esponevano con evidente orgoglio e risate, come si dice, “a tutto tondo”, una sciarpa (ripetiamo, non uno striscione o un tabellone cartaceo, ma proprio una sciarpa), con la scritta “Juventus m....”.

Omettiamo la parola “m....” perché, sebbene chiaramente intuibile, potremmo, se la scrivessimo come era scritta su quella sciarpa, essere perseguiti per offesa alla pubblica morale. E sarebbe giusto, secondo legge.
Il fatto ci ha lasciato alquanto turbati; non solo come appassionati di calcio, ma soprattutto come cittadini attenti alla moralità delle cose pubbliche. E, in tale veste, proponiamo, ai lettori, i seguenti argomenti di riflessione:

- la partita Chelsea-Napoli, in nessun modo poteva implicare la Juventus; allora, come si spiega quella sciarpa?
Perché il regista televisivo ha indugiato, probabilmente commettendo un reato (lo stesso per il quale sarebbe perseguibile chi scrive), su quella sciarpa dal contenuto scurrile? Col merito, tuttavia e forse, di aver bene inquadrato i volti dei tifosi che la esponevano, e che, quindi, potrebbero essere perfettamente riconosciuti e perseguiti;
- il fatto appena narrato, fino ad ora (sono le ore 13,30 del giorno dopo), nessun giornale, né cartaceo, né in versione telematica lo ha riportato e, tantomeno, documentato visivamente: perché?;
- lo stesso fatto, passato sotto silenzio mediatico (a volte, accade...), purtroppo è, sempre fino ad oggi, passato anche sotto silenzio della giustizia, sia sportiva che ordinaria/penale: perché?

Lasciamo le risposte ai suddetti quesiti alla sensibilità dei lettori.
Noi ci soffermiamo, perché attinente all’argomento che stiamo trattando (Giustizia e sentimento popolare), solo sul primo quesito: perché, in un incontro di calcio, peraltro a livello europeo, in cui in alcun modo è interessata la Juventus, la stessa viene volgarmente insultata?
Riportiamo, letteralmente, la risposta a casi analoghi già trattati nel capitolo precedente (in merito al caso Pessotto e al caso Dalla): perché chi, nei casi citati, era tenuto ad intervenire, sia per perseguire il reato (sportivo e penale) sia per ristabilire la correttezza etica del vivere civile, non è intervenuto.

Queste sono le cause che originano i famigerati “sentimenti popolari”: l’ignavia di chi viene pagato (da noi) ed omette di esercitare le proprie funzioni.
Nel caso specifico, trattandosi di incontro di Champions League, e, quindi, organizzato dalla UEFA, non possiamo non rivolgerci al Presidente Platini (e chiudiamo):

Egregio Presidente dell’UEFA Platini, invece di perdere il suo tempo a narrarci le sue insulse barzellette, ed a prenderci bellamente in giro (vedi articolo precedente “le ultime parole famose di Platini”), perché non prende in esame questo problemi?  Perché non applica i suoi stessi regolamenti sportivi? Perché fa finta di non aver visto niente?.

Al prossimo capitolo.

lunedì 31 ottobre 2011

Sintomi di stato confusionale

 Non sono medico, ma non posso non rilevare come, da qualche tempo, nell’ambiente interista, appaiono sintomi di “stato confusionale” sempre più evidenti e generalizzati: dal Presidente (Moratti), all’Amministratore delegato (Paolillo); dall’Allenatore (Ranieri) ai giocatori, fino ai  tifosi.
Tralasciando i sintomi confusionali messi in mostra da Moratti (su calciopoli 1 e bis, sul quale, comunque, ritorneremo) e da Paolillo (“5 rigori contro”, sul quale ci siamo già soffermati in un precedente articolo: “Al lupo, al lupo”), ora ci soffermiamo un attimo su Ranieri e sui tifosi (si fa per dire ) interisti.
RANIERI: al termine della partita (persa in casa 1-2) con la Juventus, ha rilasciato, tenendo un sorriso alquanto istrionico, la seguente dichiarazione, agli intervistatori di SKY:
"Sono soddisfatto della prestazione, nel primo tempo la squadra mi è piaciuta. Loro hanno colpito nelle uniche due azioni".
“Sono soddisfatto della prestazione ma loro hanno purtroppo colpito nelle uniche due azioni”
Ci sono alcune stranezze, in questa dichiarazione:
-          i media hanno evitato di farne rilevare, quanto meno, l’infondatezza ( forse perché talmente evidente, da non doverla rimarcare?);
-          stante l’infondatezza evidente (trattandosi di numeri, sono perfettamente contestabili), come spiegarne l’origine, se non con lo “stato confusionale”?
-          da notare, che non dice “ tiri in porta” (che pure sarebbe un errore enorme e come qualcuno , forse pietosamente ma erroneamente ha riportato); ma dice “azioni”: cioè,  ha sostanzialmente affermato che la Juve, nella partita appena finita, aveva impostato solo “due azioni” (si dovrebbe intendere, almeno, ma non lo ha detto, trasformabili potenzialmente  in gol): una enormità incomprensibile; assurda, rispetto ai fatti appena accaduti; anche qui  sostenibile solo affermandone uno “stato confusionale”.
I TIFOSI: è di pochi minuti or sono la notizia della multa di 20.000 euro all’Inter, per responsabilità oggettiva nei confronti dei propri tifosi (si fa per dire) “per  esposizione di striscioni offensivi”: dei quali uno inneggiava ai fatti dell’Heysel, e l’altro augurava, per così dire, una migliore vita al Presidente della Juventus Andrea Agnelli.
 A dire il vero ce ne sarebbe stato anche un altro di notevole “pregio”, grande come una intera curva di S.Siro, circa le presunte ruberie della Juventus.
Cosa dire? secondo questi pseudo-tifosi:
- il crollo delle tribune all’Heysel fu colpa della Juventus;
- Andrea Agnelli deve morire;
- i 29 scudetti della Juve sono stati rubati.
Come spiegare (ovviamente, senza giustificare) tutto ciò, se non affermandone lo “stato confusionale”?
Buona fortuna.

Aldo