Visualizzazione post con etichetta messi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta messi. Mostra tutti i post

lunedì 15 agosto 2011

Ida de Supercopa

Era da parecchio che non scrivevo, è vero, ma mi capirete: è stato un mese e mezzo abbastanza pieno e impegnativo, se considerate che nel frattempo ho dovuto spostarmi da Bologna a Madrid, città nella quale vivrò per i prossimi 12 mesi.

E senz'altro mi perdonerete sapendo che il primo post dopo tanto tempo riguarda la partita di andata della Supercopa de Espana, che il sottoscritto ha potuto godersi da una delle file più vicine al campo del Santiago Bernabeu.
Anzitutto questa considerazione: ma perchè non una gara secca in campo neutro, come accade in tutti gli altri campionati europei più importanti? Provo a darmi da solo una risposta: forse perchè il Clasico porta sempre allo stadio 80-90.000 spettatori, e portarli due volte è meglio che portarli una, senza contare che non credo che il Mestalla, il Pichuan o il Vicente Calderon (sempre che lo si possa considerare neutro) arrivino a tali capienze. Tuttavia, una sola partita sarebbe sicuramente più affascinante, e poi il lato economico potrebbe essere appagato comunque disputandola in qualche paese del Medio-Oriente o in Cina, dove certamente la LFP sarebbe coperta di milioni per l'evento.

Vabbè passiamo alla partita.
Pronti via, un Barça rimaneggiato (ma comunque con in campo giocatori di livello internazionale) non ha giocato come al solito, non riusciva a tenere palla, soffriva il pressing del Real e non si dimostrava mai a rendersi pericoloso dalle parti di Casillas. D'altra parte il Real ha iniziato subito con un ottimo piglio ed una grande determinazione, pressando al nascere le fonti del gioco del Barça (Mascherano? Sic!) e anche facendo spesso ricorso al fallo sistematico per non rischiare davvero nulla dietro.

In generale il  Real è apparso in condizioni migliori atleticamente e ha creato certamente più occasioni da gol (grande parata di Valdes su incornata di Benzema, in più Benzema di testa e Marcelo col sinistro in un 2 vs 1 potevano fare sicuramente di più) e tutto sommato avrebbe meritato la vittoria. Il problema è proprio questo: se non si riesce a vincere adesso, in casa, in condizioni atletiche migliori e senza (per un'ora o più) Xavi, Piqué e Puyol, figuriamoci più avanti, e magari al Camp Nou.

Lasciando stare le immancabili polemiche arbitrali, di questa ida di Supercopa resterà il bellissimo gol di Villa, l'imprescindibilità di Xavi in mezzo al campo per il Barça (quando è entrato lui, il possesso palla dei blaugrana sembrava quasi tornato quello di un tempo, e l'atteggiamento della squadra di Mou, completamente diverso da quello tenuto in casa nella semifinale di Champions della passata stagione, tanto spavaldo da far titolare stamane As: "Così si può fare!".

In conclusione: 2-2 e mercoledì il ritorno a Barcellona. Favoriti i padroni di casa, cui basta lo 0-0 e possono permettersi di fare il loro possesso palla aspettando che il Real Madrid si scopra, ma i blancos hanno delle chances eccome, soprattutto considerando lo stato di forma non eccellente di Messi e soci.

mercoledì 27 aprile 2011

Troppo Pepe nel clasico di Champions

Alcuni storsero il naso quando il Pallone d’Oro 2010 fu assegnato a Messi, anziché a Xavi o Iniesta. Chiaramente l’oggetto del contendere erano soprattutto i criteri di valutazione nell’assegnazione del premio, e in quest’ottica ha pesato la fusione del premio di France Football con il FIFA World Player of the year, che generalmente badava meno alle conquiste di trofei dei giocatori in lizza. Ma a me era venuto spontaneo chiedere: si può davvero criticare l’assegnazione di un premio tale a quello che è indiscutibilmente il miglior calciatore del mondo?
            E che lo sia indiscutibilmente Messi lo ha dimostrato questa sera al Santiago Bernabeu, nell’andata della semifinale di Champions League, contro il Real Madrid, a casa del Real Madrid. Risultato finale: 0-2, Messi-Messi. Con questi due gol l’argentino raggiunge quota 52 (cinquantadue!) gol in stagione (in 50 partite), di cui 11 nelle 11 partite di Champions.
Da quando Guardiola lo ha spostato centralmente, a galleggiare tra centrocampo e attacco, Messi è diventato ancora più micidiale di prima, se possibile. Ora non parte più dalla fascia destra, con conseguente tutto sommato prevedibile movimento a rientrare verso il centro col piede sinistro e conseguente raddoppio automatico del centrocampista di fascia: parte dal centro, e non solo può puntare il difensore su entrambi i lati, ma è anche più difficile scegliere l’uomo con cui marcarlo per gli allenatori avversari.
            Mou era effettivamente riuscito a trovare una buona soluzione: Pepe, il suo uomo più dinamico e atletico e in più con spirito difensivo e combattivo, avanzato a centrocampo per dare man forte alla zona più pericolosa quando giochi contro il Barça, appunto davanti alla difesa. Molto dispendioso, ma molto efficace il lavoro richiesto ai 3 centrocampisti, sempre molto attenti a scalare a turno su Messi, su Xavi o nella propria posizione: questa tattica sembrava funzionare, un paio di invenzioni di Messi – una per Xavi – a parte, fino all’espulsione di Pepe.
            Intendiamoci: la tattica del Real era quella di chiudersi al massimo e provare, ma solo a sprazzi, a pressare altissimo per provare a rubare palla, e qualche volta con Mascherano e Busquets ci stava anche riuscendo, e ripartire dovendo puntare solo la difesa del Barça. Il possesso palla alla fine del primo tempo era 70-30 per i blaugrana, che però non riuscivano a creare le solite manciate di palle-gol: anche Guardiola, segnato dal pareggio in campionato e dalla sconfitta in finale di Copa del Rey, ha presentato una squadra un po’ più guardinga, limitando le scorribande di Daniel Alves e con Puyol terzino sinistro (vabbè, gli altri 3 terzini erano indisponibili).
            Il rosso per il fallo di Pepe, più stupido che violento (Dani Alves stava già togliendo la gamba), non si può dire che sia privo di fondamento: il portoghese ha incarnato lo spirito che voleva Mourinho per questo Real, ma galleggiando in quella zona-limite, sempre rischiosa, e, proprio quando non ci voleva, l’ha pure oltrepassata con la suo eccessiva foga. Chiaro come le conseguenze siano state disastrose per il Real Madrid, che non è riuscito a capitalizzare alcune occasioni da palla inattiva (3 punizioni di Cristiano Ronaldo) e da calcio d’angolo, e alla fine è dovuto soccombere alla forza del giocatore più forte del mondo.
            Primo gol: appena entrato Afellay fa quello che Pedro avrebbe potuto e dovuto fare di più, cioè puntare uno contro uno Marcelo, il quale scivola in partenza. Afellay è bravissimo ad accorgersene e ad attaccarlo, superarlo, alzare la testa per guardare in mezzo e darla forte e tesa sul primo palo. Messi si avventa come uno squalo e di sinistro anticipa Sergio Ramos e infila Casillas sotto le gambe.
            Secondo gol: capolavoro di Messi, che riceve da Xavi in corsa sulla trequarti, proprio quello che Mourinho voleva evitare. Ma Pepe è fuori causa e allora nessuno riesce a fermare l’asso argentino. La mia descrizione finisce qua, il gol potrete vederlo su YouTube, non vorrei sminuirlo con le parole.
            Il discorso qualificazione sembra in apparenza compromesso con il Real, ma non paragonerei la situazione a quella dell’altra semifinale, anche se il risultato dell’andata è stato identico: ragioni di organico e di rivalità mi danno l’idea che il Real abbia comunque una piccola speranza di farcela.
Per finire, un paio di pepate:
  1. El calienta el ambiente, scrivevo qualche mese fa: proprio sicuro che anche stavolta questo ambiente caliente abbia fatto il gioco della tua squadra?
  2. Chi hai tu in panchina? Adebayor, Benzema, Higuain e Kakà? A pochi minuti dalla fine tolgo Villa, e chi ti schiero in campo? Lo sconosciuto esordiente 17enne Sergi Roberto… Tiè!