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martedì 13 marzo 2012

Platini e le ultime parole famose: Lo Scudetto lo vincerà la Juve!



Qualche lettore, ricorderà come già su due grandi sportivi (nel senso di praticante uno sport a livello professionistico, non certamente nell’accezione etica termine) abbiamo espresso il nostro disappunto sul loro modo di dire, di fare, di proporsi extra professionale: Federica Pellegrini e Valentino Rossi.
Quindi, è tempo di dare attivazione al detto “non c’è due senza tre”.
E l’occasione (ma da tempo lo aspettavamo al varco...) ci è arrivata in questi giorni, in cui il grande Platini è calato in Italia a visitare lo Stadium della Juventus (pagato dalla Juventus) da una parte, e, da buon politico (meglio, politicante), dall’altra sponda (ovviamente Milan), a premiare Gianni Rivera con un premio “Presidente Uefa” (cioè dello stesso Platini: ma l’avrà pagato lui stesso o con i soldi UEFA?)


Bene, ecco tre delle notizie che ci è venuto a raccontare, a margine (come dicono i burocrati romani) delle due visite di cortesia:

1) “Gli errori arbitrali succedono dovunque dall’Italia alla Romania, fino all’Armenia”
Grandioso. Novità assoluta. Chi scrive, che pure segue con una certa passione lo sport (?) del calcio, legge questo pensiero, ammantato di filosofia, per la prima volta, da molti lustri. E voi, cari lettori? Ne avevate già conoscenza ?
Peccato solo che assomigli in modo strabiliante, ad una di quelle frasi che producono continuamente, in modo industriale, i vari Petrucci e Abete: frasi vacue, senza contenuti reali, frasi fatte, frasi dette da persone che hanno rinunciato alla loro responsabilità ed alla loro stessa vitalità.

2) “Favorita per lo scudetto? La Juve”
Il grande Totò, certamente, avrebbe risposto: “Ma ci faccia il piacere...”.
Grande giocatore nella Juventus che fu, Pallone d’Oro, ritiratosi dal calcio attivo è passato a quello “politico” (meglio, politicante). Perdendo, evidentemente, il senso della realtà, credendo forse, in compenso, di acquisire il senso del savoir faire.
I tifosi juventini, memori della ormai famigerata storiella del francobollo (raccontata da chi scrive, in un precedente articolo) che gira per allietare gli avventori dei “bar della sport”, avranno già riempito l’aria con sonore pernacchie: saranno arrivate a destinazione? Immaginiamo di si; anche perché alle pernacchie juventine (per un motivo) si saranno aggiunte le pernacchie milaniste (per motivo opposto).

3) "Sono totalmente contrario alla tecnologia in campo, a tutte le tecnologie".
Evidentemente, la perdita del senso della realtà, deriva, al nostro caro (si fa per dire) Michel, dalla perdita, anzitempo, della vista e dell’udito. Disgraziatamente, purtroppo, rispetto alle famose tre scimmiette, gli è rimasto il senso della parola.
Solo così può trovare spiegazione una tale presa di posizione da parte di un Presidente UEFA.
Non vede e non sente nulla di tutto quello che sta accadendo (“dall’Italia, alla Romania fino all’Armenia”) nello sport di propria competenza regolamentare!!
La cosa è talmente buffa e fuori dai tempi, che ci sorge il dubbio che il buon Michel sia venuto in Italia, a prenderci in giro con le sue “ultime parole famose”.
Che sono poi le ultime anche di questo articolo.

lunedì 31 ottobre 2011

Sintomi di stato confusionale

 Non sono medico, ma non posso non rilevare come, da qualche tempo, nell’ambiente interista, appaiono sintomi di “stato confusionale” sempre più evidenti e generalizzati: dal Presidente (Moratti), all’Amministratore delegato (Paolillo); dall’Allenatore (Ranieri) ai giocatori, fino ai  tifosi.
Tralasciando i sintomi confusionali messi in mostra da Moratti (su calciopoli 1 e bis, sul quale, comunque, ritorneremo) e da Paolillo (“5 rigori contro”, sul quale ci siamo già soffermati in un precedente articolo: “Al lupo, al lupo”), ora ci soffermiamo un attimo su Ranieri e sui tifosi (si fa per dire ) interisti.
RANIERI: al termine della partita (persa in casa 1-2) con la Juventus, ha rilasciato, tenendo un sorriso alquanto istrionico, la seguente dichiarazione, agli intervistatori di SKY:
"Sono soddisfatto della prestazione, nel primo tempo la squadra mi è piaciuta. Loro hanno colpito nelle uniche due azioni".
“Sono soddisfatto della prestazione ma loro hanno purtroppo colpito nelle uniche due azioni”
Ci sono alcune stranezze, in questa dichiarazione:
-          i media hanno evitato di farne rilevare, quanto meno, l’infondatezza ( forse perché talmente evidente, da non doverla rimarcare?);
-          stante l’infondatezza evidente (trattandosi di numeri, sono perfettamente contestabili), come spiegarne l’origine, se non con lo “stato confusionale”?
-          da notare, che non dice “ tiri in porta” (che pure sarebbe un errore enorme e come qualcuno , forse pietosamente ma erroneamente ha riportato); ma dice “azioni”: cioè,  ha sostanzialmente affermato che la Juve, nella partita appena finita, aveva impostato solo “due azioni” (si dovrebbe intendere, almeno, ma non lo ha detto, trasformabili potenzialmente  in gol): una enormità incomprensibile; assurda, rispetto ai fatti appena accaduti; anche qui  sostenibile solo affermandone uno “stato confusionale”.
I TIFOSI: è di pochi minuti or sono la notizia della multa di 20.000 euro all’Inter, per responsabilità oggettiva nei confronti dei propri tifosi (si fa per dire) “per  esposizione di striscioni offensivi”: dei quali uno inneggiava ai fatti dell’Heysel, e l’altro augurava, per così dire, una migliore vita al Presidente della Juventus Andrea Agnelli.
 A dire il vero ce ne sarebbe stato anche un altro di notevole “pregio”, grande come una intera curva di S.Siro, circa le presunte ruberie della Juventus.
Cosa dire? secondo questi pseudo-tifosi:
- il crollo delle tribune all’Heysel fu colpa della Juventus;
- Andrea Agnelli deve morire;
- i 29 scudetti della Juve sono stati rubati.
Come spiegare (ovviamente, senza giustificare) tutto ciò, se non affermandone lo “stato confusionale”?
Buona fortuna.

Aldo

domenica 24 aprile 2011

Quasi fatta...

La seconda sconfitta consecutiva del Napoli in corrispondenza della vittoria del Milan a Brescia lancia i rossoneri a +8 in classifica sull’Inter, che ha riscavalcato i partenopei al secondo posto della classifica. Se si considera che il Milan vanta un vantaggio negli scontri diretti sia con l’Inter che con il Napoli (4 vittorie su 4), i punti di distacco degli uomini di Allegri sono in realtà 9 dall’Inter e 10 dal Napoli, poiché, in caso di arrivo a pari punti con una delle due inseguitrici, il titolo andrebbe comunque in via Turati.
            Anche guardando il prossimo impegno del Milan (in casa contro la squadra meno in forma della Serie A, il Bologna), pare difficile che lo scudetto non finisca in mano ai rossoneri, anche se il calcio ci ha spesso abituato a colpi di scena: da notare infatti che nelle settimane successive il Milan dovrà presentarsi a Roma e a Udine, due trasferte molto pericolose.
            E d’altra parte lo scudetto era chiaramente l’obiettivo societario n°1 per quest’anno (squadra troppo più forti in Europa per competere per la Champions, anche se contro il Tottenham si poteva fare qualcosa di più), già da quando è stato acquistato Ibrahimovic dal Barcellona, calciatore che ha vinto tutti gli ultimi 8 campionati in cui ha militato, 3 leghe (Eredivisie, Serie A e Liga) con 4 maglie diverse (Ajax, Juve, Inter e Barça), poi Robinho – una delle due sorprese in positivo in campo, insieme a Boateng – e soprattutto con il mercato  di gennaio, quando la società ha deciso di prendere giocatori importantissimi come Van Bommel e Cassano.
            In una stagione più equilibrata del solito (soprattutto per i vari problemi in casa nerazzurra), i rossoneri hanno avuto il rendimento più costante durante il corso dell’anno con un egual bilancio di 11 V, 4 N e 2 P sia in casa che in trasferta. Il gioco del Milan non ha mai incantato, ma paradossalmente è proprio qua che vanno i meriti maggiori per Allegri, che è stato abbastanza eclettico e abile da capire che, non potendo dotare la squadra con un gioco avvolgente e spettacolare (come ai bei tempi di Ancelotti), ha preferito puntare tutto o quasi su Ibra, decisivo per quasi tutto l’anno (a parte gli ultimi 2 mesi), e giocare con 3 mediani per coprirsi di più quando serviva (mandando spesso in panchina gente come Pirlo e Seedorf, salvo riproporli quando necessario o quando particolarmente in forma, tipo Seedorf in questo periodo); bravo anche nel trovare la posizione giusta di Boateng, trequartista non di rifinitura, ma di inserimento, alla Perrotta nella Roma, con Ibra alla Totti che viene incontro e lo serve nello spazio; qualche riserva per alcune scelte di inizio anno (soprattutto Papasthatopoulos prima di Yepes nelle gerarchie come centrale, disastroso nella sconfitta di Cesena), ma tutto sommato il tecnico livornese ha effettivamente ripagato la fiducia della società nei suoi confronti, anche e soprattutto nello scontro diretto con Leonardo nel derby.
            Poi naturalmente ci sono i punti di eccellenza nei giocatori: oltre a Ibra, gli sprazzi di Pato (14 gol in 22 partite), l’ascesa di Thiago Silva a miglior difensore del campionato, la seconda giovinezza di Gattuso, la stagione da Nazionale di Abbiati, la progressiva crescita di Abate come terzino.
            Da sottolineare anche i jolly che riesci a pescare nel corso di un’annata che sembra proprio favorevole: il gol di Strasser a Cagliari e il gol di Gattuso (con complicità di Buffon) a Torino contro la Juve, due trasferte non facili, che il Milan è riuscito a vincere proprio grazie a questa due matte.
            In conclusione: non è proprio finita, ma non vincere uno scudetto con 9 punti di vantaggio a 4 giornate dal termine rappresenterebbe davvero un piccolo dramma sportivo.