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lunedì 9 aprile 2012

VALENTINO ROSSI: bilancio in Ducati sempre più "rosso"


In un precedente articolo abbiamo analizzato la situazione di Valentino Rossi, focalizzando alcuni aspetti caratterizzanti della sua “presenza” in Ducati; eccoli, in estrema sintesi:
  • non competitivo;
  • rotto nel fisico e nel morale;
  • ma con introiti personali tra i più alti nel mondo dello sport.

Bene. E’ iniziata la seconda stagione di Valentino Rossi in Ducati; e, se il buongiorno si vede dal mattino (Gran premio del Qatar: decimo), anche questa annata di GP non promette nulla di buono. Invero, già dal passato mese di prove su vari circuiti internazionali, si era capito tutto: tempi indecenti, generalmente tra il 10° e 13° posto.
Ora, poichè il nostro consiglio a Valentino lo abbiamo già dato (è ora di dire basta e di restituire i soldi ignominiosamente tolti alla Ducati, portata sull’orlo del fallimento, non solo finanziario, ma soprattutto di immagine), e per dare un senso reale al detto “a ciascuno il suo” (che sa molto di giusto e di equo), esaminiamo, ora, la situazione dal punto di vista della Ducati.

Qualcuno, in Ducati, dovrebbe cominciare a chiedersi su chi ricade la responsabilità di aver “scambiato”, a fine stagione 2009, Stoner con Rossi. Cioè, sostanzialmente, il sole nascente con il sole calante; meglio, con un sole sporco, usurato dagli anni di attività, ridotto al “lumicino” della vita (sportiva, ovviamente).
E fargliela pagare cara.

Perché, qui, non si tratta di parlare con il “senno di poi”: ma di affermare, semplicemente e puerilmente, che nessuno scambia pane raffermo con pane appena sfornato!
Però, appunto, qualcuno, in Ducati, lo ha fatto.
Ma non basta: come si dice, sbagliare è umano; ma qui si tratta di perseverare nell’errore.
In tutto il mese di marzo scorso, le prove preparatorie della nuova stagione, come già detto, sono state impietose: tra i primi e Valentino spesso c’era più di un secondo a giro di distacco! C’era tutto il tempo per cambiare. Non è stato fatto.
Cosa si sta aspettando? un’altra stagione fallimentare, sotto tutti i punti di vista?
Signori della Ducati: avete letto le dichiarazioni di Valentino a fine GP del Qatar? No? Ve le riportiamo noi (risposte ad una intervista):

Tutti dicono che questa è la Ducati che volevi tu...
«Non è proprio vero, io ho dato indicazioni sui problemi, e indicato le aree dove intervenire. Io purtroppo non ce la faccio a risolverle da solo, non sono un ingegnere».
Ma ci sono speranze?
“Le speranze le ho finite tutte l’anno scorso”.



Cosa ne dicono gli “ingegneri” (probabilmente effettivi, e non honoris causa...) della Ducati?
Cosa altro bisogna attendere per chiudere questo colossale errore?

sabato 22 ottobre 2011

Il migliore resto io

Da tempo lo tenevo d’occhio e lo aspettavo al varco.
E finalmente ci siamo: Valentino ha confessato. Ovviamente, a modo suo; e, come era facile prevedere,  secondo il più classico modo di esprimersi di chi, ormai, capisce poco o niente di quello che dice (e, purtroppo, ormai, di quello che fa): cioè  secondo i canoni delle ultime parole famose: “il migliore resto io”.
È accaduto, infatti che “il nostro” ha rilasciato una intervista al Corriere dello Sport in edicola questa mattina (http://www.corrieredellosport.it/Edicola.shtml) che, appunto, mi consente di fare alcune considerazioni sulla sua stagione sportiva.
Per dare un senso compiuto alle considerazioni che andrò a svolgere, occorre premettere alcuni dati di fatto:                                                                                                                                       
Valentino Rossi è nato ad Urbino il 16 febbraio 1979 e la sua carriera motociclistica, fino ad oggi, si riassume come segue:
- Classe 125: 1997 su Aprilia
- Classe 250: 1998/99 su Aprilia
- Classe  500 e MotoGP – 2000/2003 su Honda, 2004/2010 su Yamaha, 2011/oggi su Ducati.
In questi anni ha vinto 9 titoli mondiali, distribuiti in tutte le Classi. Purtroppo, il 5 giugno 2010, nel corso delle prove del Gran Premio d’Italia, al Mugello, cade rovinosamente, procurandosi una frattura scomposta ed esposta di perone e tibia.
Per essere brevi, si può fondatamente affermare che il “Campione” Valentino Rossi è finito lì. E solo una casa motociclistica italiana poteva ancora credere in lui. Infatti la Ducati, lo ha messo sotto contrato per le stagioni 2011 e 2012.
Bene. Anzi, male. Nella stagione corrente (2011) Valentino ha collezionato,  fino ad ora,  il seguente score: Vittorie 0, Podi 1, Pole position 0.
Questo score la dice lunga: le giustificazioni, fino ad ora, sono state:
-          ho dolore  alla gamba ;
-          non afferro bene il volante, per dolori alla mano;
-          la moto non risponde e faccio fatica a governarla;
-          dobbiamo migliorare l’assetto.
Ecco perché lo aspettavo al varco: per sentirgli dire tutta la verità. Che, come sospettavo, non è stata detta. Non ha avuto, infatti, il coraggio di dire: basta, non sono più competitivo. Perché questa è la verità: Valentino “non è più il migliore”:  Stoner, Lorenzo, Pedrosa e Dovizioso, ormai non li vede più (in pista, in gara). Troppo lontani, irraggiungibili. E sono in quattro, non uno solo.
E non è questione di “Ducati desmosedici”.  È questione dell’uomo, del pilota, di Valentino Rossi.
Ma,  per la serie delle  ultime parole famose, dice: “il migliore resto io”!
E la Ducati, cosa dice? Aspettiamo, al varco, anche la Ducati: prima o poi dovrà dire cosa ne pensa.

Aldo