L’Inter la freccia l’aveva messa, ma il Milan ha stretto la strada e gli ha chiuso la curva, evitando in questo modo di subire il sorpasso.
Tre a zero secco per i rossoneri, che si sono portati in vantaggio dopo meno di un minuto con Pato, hanno raddoppiato nel secondo tempo quando erano giù in superiorità numerica per effetti del rosso a Chivu (fallo da ultimo uomo su Pato lanciato a rete), sempre col Papero, ed hanno chiuso i conti sul finale con un calcio di rigore di Cassano, poi espulso per somma di ammonizioni.
Tutto sommato meritata la vittoria per il Milan e soprattutto per Allegri, che ha schierato la formazione giusta in tutti i reparti e soprattutto ha dato equilibrio e grinta alla squadra, che nel primo tempo avrebbe potuto e dovuto prendere il largo maggiormente. L’Inter di Leonardo è troppo sbilanciata (4 giocatori restano oltre la linea del pallone in fase difensiva: troppi contro una grande squadra) e la velocità di Pato e Robinho la mette in crisi; davanti non riesce quasi mai a pungere e a trovare gli spazi giusti: quando ha le due occasioni per impattare sull’1-1, una volta Abbiati para alla Banks su Thiago Motta, l’altra volta Eto’o si mangia l’impossibile da due metri.
Un po’ di leziosità e imprecisione in zona gol dei rossoneri hanno tenuto in vita la partita, ma l’espulsione di Chivu dopo pochi minuti dall’inizio della seconda frazione ha reso ancora più difficili le cose ai nerazzurri. Da lì in poi il Milan ha fatto girare palla sempre molto bene, riuscendo sempre a trovare l’uomo solo al limite o addirittura dentro l’area, come in occasione del secondo gol: Abate completamente solo a destra, tiro-cross e gol di Pato.
Ora i rossoneri volano a +5, e psicologicamente per i nerazzurri sarà molto dura andare a riprenderli, dopo aver sciupato l’occasione più ghiotta. Anche aritmeticamente 5 punti (facciamo 6 per gli scontri diretti a favore del Milan) sono tanti, su 21 al massimo disponibili ancora sul piatto. Anche dal punto di vista delle forze: l’Inter ha ancora un futuro in Champions, almeno 2, probabilmente 4 partite di grande intensità e dispendio da ogni punto di vista…
Mi sbilancio con le mie personalissime pagelle:
MILAN
Abbiati 7,5. Solo due interventi degni di nota, ma che interventi! Quello sulla linea sul colpo di testa di Thiago Motta è incredibile; attento anche sulla puntata del Pazzo.
Abate 7,5. Negli altri derby, e in generale nelle altre partite, anello debole della fase difensiva. Questa volta non si fa mai saltare, e in fase offensiva e una furia.
Nesta 7,5. Un suo recupero, pericoloso ma efficace, a metà campo su Eto’o fa quasi venire giù il Meazza. Finchè le gambe gli reggono è ancora un campione.
Thiago Silva 6,5. Il solito Ministro della Difesa, con qualche lievissimo errorino ogni tanto.
Zambrotta 5,5. Il compitino e poco più. Rientra da parecchi mesi di inattività e si vede in alcuni interventi rudi e scoordinati su Pandev e in occasione di un contrasto troppo morbido che lascia Pazzini al tiro in area.
Gattuso 6. Come sempre grande grinta, e come sta capitando troppo spesso ultimamente si lascia andare in alcuni gesti non proprio da galateo, quando lancia due paroline a Leo dopo il gol dell’1-0. Esce per crampi, salvo scattare ad abbracciare Allegri sul gol del 2-0.
(Flamini 6,5. Subentra al posto di Gattuso e dà tanta corsa, inserimenti e aiuto alla manovra offensiva: mette anche Robinho davanti al portiere).
Van Bommel 6,5. Sembra imprescindibile in questo Milan uno come lui in mezzo al campo. Metronomo tatticamente infallibile.
Seedorf 7. In grande spolvero nel ruolo che ha ricoperto per anni. Perde pochi palloni, inventa geometrie e arriva sempre quando serve a dare il raddoppio in fondo a Zambrotta contro Maicon. Un suo scatto su Cambiasso a metà del secondo tempo sembra d’altri tempi.
Boateng 6,5. Trova meno spesso il tempo dell’inserimento in avanti, forse è quello che patisce di più tatticamente l’assenza di Ibra.
Robinho 7. Anche la sua rapidità è stata decisiva per mettere in difficoltà l’Inter. Però ogni tanto davanti al portiere potrebbe anche segnare…
(Cassano 6,5. Entra sul 2-0 e in 11 contro 10. Partecipa al possesso palla e si fa trovare pronto nella profondità, guadagna il rigore e lo trasforma. Ma si deve togliere la maglia e poi tira un calcetto a Cordoba, guadagnandosi il rosso da Rizzoli).
Pato 8. Decisiva la sua rapidità lì davanti, anche se qualche volta sembra non volersi impegnare fino in fondo. Doppietta nel derby, fa anche espellere Chivu. Man of the match.
(Emanuelson sv)
Allegri 8. Soprattutto sua la vittoria. Giuste tutte le scelte tattiche, di uomini e motivazionali: il Milan scende in campo compatto, ben messo e aggressivo. Prestazione simile a quella contro il Napoli, e stesso risultato.
INTER
Julio Cesar 6. Rischia di salvare i suoi in occasione del primo gol; non può assolutamente nulla sul secondo gol di Pato; per una volta viene spiazzato su un calcio di rigore (inutile). In compenso salva su Robinho e attento in uscita su Boateng.
Maicon 4,5. Un po’ distratto sul primo gol, rischia il rigore con quel braccio largo sul destro di Seedorf, non riesce a spingere avanti come altre volte, si fa ammonire per un brutto fallo da dietro sul Binho e rischia anche di farsi cacciare. Molto male.
Ranocchia 4. Meno peggio di Chivu sull’1 vs 1. Ma sul primo episodio va in bambola anche lui assieme al suo compagno di reparto. E bruttissimo il buco in occasione dell’espulsione di Chivu.
Chivu 4. Con il Lecce si era visto un grande Chivu da centrale. Sì, contro il Lecce. Col Milan è stato tra i peggiori: col terrore negli occhi ogni volta che lo punta Pato. Colpevole nel primo gol, si fa saltare altre volte troppo facilmente, lascia la squadra in 10 all’inizio del secondo tempo.
Zanetti J. 5. Impietoso il confronto in velocità con Abate, ma in generale è uno dei meni peggio dell’Inter. Graziato da Rizzoli perché è Zanetti in occasione del fallo da rigore su Cassano.
Cambiasso 4,5. Soffre tantissimo lì in mezzo l’inferiorità numerica, vittima numero 1 del suicidio tattico di Leonardo. Quando è proprio alla frutta si fa anche saltare in velocità dal non più scattante Seedorf.
(Stankovic sv. Entra con grande grinta. Sicuramente con lui al posto di Pandev sarebbe stata un’altra partita).
Thiago Motta 5,5. Qualche geometria, la conclusione più pericolosa dei suoi, ma anche lui affonda in mezzo al campo.
Sneijder 3. Irritante: alza le braccia, si lamenta e china la testa ogni volta che perde palla a metà campo, anziché tornare indietro e dare una mano alla squadra. Davanti non inventa nulla.
Pandev 5,5. Il più pericoloso nel primo tempo con i tagli a venire incontro, non sempre letti da Zambrotta, che più di una volta lo stende. Certo, quando deve concludere in porta quasi sempre ne esce una mozzarella, ma le azioni migliori dell’Inter arrivano dai suoi piedi.
Pazzini 5,5. Pochissimi palloni nella morsa Thiago Silva-Nesta. Uno lo tramuta pure in un tiro pericoloso per Abbiati.
(Milito sv. Impresentabile, mandato in campo più per fare da spauracchio che per altro. Nonostante le condizioni fisiche non ottimali, riesce a mettere a sedere Abate al limite dell’area).
Eto’o 4. Lui è sempre il pericolo pubblico numero 1. Proprio per questo non può sbagliare certe occasioni.
Leonardo 4. Il 4-2 fantasia questa volta non ha funzionato, anzi è stata proprio la ragione numero 1 della sconfitta della sua squadra, assieme all’approccio alla gara non abbastanza rabbioso.
Terna arbitrale 6. Partita difficilissima e ricchissima di episodi. Alcuni errori (la mano di Maicon è da rigore, Maicon e Zanetti andavano espulsi), ma anche tante decisioni giuste, e non tutte facili (il giallo a Robinho per simulazione, l’espulsione a Cassano). In generale piace per la sua conduzione all’inglese, meno fischi possibili.

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