domenica 13 febbraio 2011

Manchester Roo-nited

Ha titolato così uno dei soliti tabloid inglesi cui piace sempre fare giochi di parole per i titoli di copertina…
Wayne Rooney ha segnato probabilmente il gol più bello della sua carriera. Con una splendida rovesciata, l’attaccante inglese ha spazzato via le speranze di gloria dei cugini del Manchester City, regalando al Manchester United la vittoria per 2-1 nell’atteso derby cittadino, che per la prima volta nella storia vedeva le 2 compagini tra i primi 3 posti della classifica. I ragazzi di Mancini sprofondano a -8 dallo United, che ha anche una partita in meno rispetto a loro. Purtroppo per Sir Alex il capitolo Premier non è ancora chiuso, dal momento che l’Arsenal ha battuto il Wolverhampton e si trova ancora a 4 punti dai Reds.
Tornando al gol di Rooney: l’azione è da vedere e rivedere, a circa dieci minuti dalla fine, dopo un traversone del portoghese Nani. La coordinazione del 25enne inglese è perfetta. Un gol che può contribuire a far impennare le prestazioni di Rooney, devastante la scorsa stagione fino all’infortunio alla caviglia all’Allianz Arena, discontinuo quest’anno tra prestazioni non eccezionali, chiacchiere sul suo futuro professionale.

Il fantastico gol di Rooney:

martedì 8 febbraio 2011

La remuntada?

La 24esima giornata vede una grande Inter che batte una buona Roma (decisivo il rigore + rosso a Burdisso) e si avvicina a un Milan che non riesce più a pungere come qualche settimana fa. La remuntada dei nerazzurri ai danni dei cugini rossoneri poggia su diversi punti:

  • il ritorno in campo di giocatori importanti che prima erano infortunati: solo un esempio, Castellazzi è certamente un buon portiere, ma Julio Cesar è un fenomeno e fa la differenza (vedi il rigore parato a Pastore sull’1-2, la punizione parata ad Almiron sullo 0-0 e la tripla parata sui giocatori della Roma sull’1-1); ma poi anche Thiago Motta, Maicon (quello vero), da ieri Sneijder…
  • l’acquisto di giocatori nei ruoli in cui c’era bisogno: Milito non va come l’anno scorso? Ecco che arriva Pazzini. Samuel fuori tutta la stagione? Ecco che arriva Ranocchia. Sneijder e Stankovic sono ancora fuori? Ecco che arriva Kharja. Santon non dà garanzie quando è chiamato in causa? Ecco che arriva Nagatomo. Tanti soldi spesi, ma spesi bene: forse si poteva spenderli anche per Benitez…
  • l’empatia di Leonardo coi giocatori: evidentemente con Benitez non c’era, e questo è colpa di tutti, Benitez per primo. Con Leo l’Inter ha vinto 9 partite su 10, qualche piccolo problemino dietro, ma davanti si segna tanto, anzi tantissimo. Tornando indietro a partire da oggi, nelle ultime in campionato il numero di gol dei nerazzurri è il seguente: 5, 3, 3, 1, 4, 2, 3, 3, e questo è il periodo Leo. Una media di 3 gol a partita. In Serie A non sono pochi…
  • il calo del Milan: eh sì perché se gli altri avessero sempre vinto, non si potrebbe parlare di remuntada… Invece il Milan ha rallentato il passo per vari motivi: infortuni in difesa e a centrocampo, sfortuna nelle conclusioni (vedi il doppio palo a Muslera battuto) e un gioco che comunque non è mai stato brillante e punta a far arrivare la palla davanti velocemente, meglio se a Ibra…

La prossima giornata prevede Juve – Inter: vediamo se i nerazzurri faranno ancora la voce grossa…

I gol più belli di questa giornata:

1. Amauri
Torna al gol in Serie A dopo un anno il bomber italo-brasiliano, forse anche grazie al passaggio al Parma. Giovinco scodella in mezzo all’area, lui si coordina spalle alla porta e batte Boruc con una splendida rovesciata sul secondo palo.

2. Sneijder
Julio Sergio è paralizzato perché sposta male il peso del corpo, ma se vedete il gol dalle spalle dell’interista, noterete che il pallone è finito veramente all’incrocio dei pali. Dopo aver puntato la difesa facendola abbassare, allargato le maglie della Roma con un’apertura millimetrica, l’olandese riceve al limite dell’area, controlla di sinistro e in una frazione di secondo lascia partire un sinistro terrificante.

3. Hernanes
Punizione da 30 metri e in posizione centrale. Certo, Sorrentino parte in ritardo (forse non la vede partire), ma il bolide del brasiliano gira che è una meraviglia.

lunedì 7 febbraio 2011

What so proudly we watched at the twilight's last reaming

Ero presa dal pathos dell’inno e mi sono sbagliata. Posso solo sperare che tutti abbiano sentito il mio amore per questo Paese e il vero spirito dell’inno”. Più o meno queste le parole che Christina Aguilera ha detto per difendersi dalle tantissime critiche che le sono state mosse per aver sbagliato il testo dell’inno USA. Eh vabbè, un errore, una gaffe può capitare a tutti (vero, Marchisio?)…
Il problema è che l’inno lo stava cantando prima del 45° Super Bowl, a mani basse i minuti di TV più visti negli USA (a parte rari casi particolari, tipo i funerali di Lady D o il servizio commemorativo di Michael Jackson): si parla di record di telespettatori con 111 milioni di teste davanti al match più atteso dell’anno. E ovviamente l’eco amplifica la gaffe della cantante trentenne, che tra l’altro non era alla prima esibizione dell’inno prima di un evento sportivo (già a 11 anni cantava prima delle finali di Stanley Cup di hockey! Vedere per credere: http://www.youtube.com/watch?v=leTzT3v_mls).
È poi curioso andare a vedere l’errore nel dettaglio, perché l’indignazione dei tifosi al Cowboys Stadium di Dallas e davanti alla TV è nata sì dal fatto che la Aguilera abbia sbagliato le parole, ma anche dal fatto che le parole “ri-adattate” abbassino di molto il tono epico di Star-spangled banner. Gli statunitensi sono di solito molto patriottici quando si tratta della bandiera, che appunto è anche il titolo e l’oggetto del testo dell’inno. Questa è la prima strofa dell’inno:

Oh, say can you see, by the dawn's early light,
What so proudly we hailed at the twilight's last gleaming?
Whose broad stripes and bright stars, through the perilous fight,
O'er the ramparts we watched, were so gallantly streaming?

Di', puoi vedere alle prime luci dell'alba
ciò che abbiamo salutato fieri all'ultimo raggio del crepuscolo?
Le cui larghe strisce e brillanti stelle, nella battaglia pericolosa,
sui bastioni che sorvegliavamo, sventolavano valorosamente?

“Bastioni”, “fieri”, “valorosamente”, “battaglia”… Un inno epico insomma, come è giusto che sia. Questa invece la versione di Christina Aguilera (in grassetto il verso incriminato):

Oh, say can you see, by the dawn's early light,
What so proudly we hailed at the twilight's last gleaming?
Whose broad stripes and bright stars, through the perilous fight,
What so proudly we watched at the twilight's last reaming?

Di', puoi vedere alle prime luci dell'alba
ciò che abbiamo salutato fieri all'ultimo raggio del crepuscolo?
Le cui larghe strisce e brillanti stelle, nella battaglia pericolosa,
ciò che abbiamo guardato fieri all’ultima alesatura del crepuscolo?

            Al di là delle parole sbagliate, ma … alesatura? Esiste in italiano, ma forse è usato solo in ambito tecnico (io non sapevo dell’esistenza di questa parola), fatto sta che indica un oggetto che corregge il diametro dei buchi, detta terra terra; eh, ma in America il corrispettivo reaming è un vocabolo più noto del nostro alesatura, e se lo canti nell’inno al Super Bowl, riferito alla bandiera a stelle e strisce crea degli inconvenienti.
Su un sito web, un giornalista (o un semplice commentatore) che l’ha messa sul ridere ha commentato: “The twilight’s last reaming? That sounds painful. And pornographic. And kinda sexy now that I think about itàL’ultima alesatura del crepuscolo? Suona doloroso. E pornografico. E alquanto sexy ora che ci penso”. Ma non tutti gli americani l’hanno presa così bene…

“And now, to honor America, five-time Grammy Award winner…Christina Aguilera”

PS: per la cronaca, i Green Bay Packers hanno battuto i Pittsburgh Steelers 31-25 e si sono aggiudicati il loro 4° titolo NFL.