giovedì 3 novembre 2011

Non mangeranno il Panettone

Terza Puntata - Devis Mangia

A dispetto del cognome che si ritrova, riteniamo che l’attuale allenatore del Palermo difficilmente “ mangerà il panettone”  del prossimo Natale.

E questo non solo per colpa sua ma, anche, per colpe non sue.

Intanto,  si ritrova un Presidente come Zamparini, ormai notorio nel mondo calcistico come vero e proprio “mangia-allenatori”. Perciò, in questa situazione, ci sentiamo di ripetere, con Johnny Stecchino: “qui è tutto un magna magna”; tranne, ovviamente, che per il panettone del prossimo Natale, che  il nostro Mangia potrebbe “non mangiare”.

Nato a Cernusco sul Naviglio il 6.6.1974, Mangia è arrivato al Palermo al seguito del Direttore Sportivo Sean Sogliano, chiamato da Zamparini nell’estate del 2010, ed ha subito assunto la carica di Allenatore della “Primavera”  del Palermo.

 Il 31.8.2011, Zamparini si è “mangiato” un altro Allenatore (Stefano Pioli -  prima ancora che il Campionato cominciasse!).

Preso dalla “Primavera”  e messo sulla panchina della prima squadra per sostituire (il mangiato) Pioli,  Mangia ha ottenuto subito un risultato eclatante alla prima giornata ed al suo debutto in Serie A: Palermo-Inter 4-3. A fine partita Mangia, conoscendo,  evidentemente, Zamparini e perciò consapevole della provvisorietà del suo incarico, dichiarò: “almeno un’altra partita è assicurata”.

É ancora head coach.

Tuttavia, ad oggi, il Palermo di Mangia ha ottenuto questo score: vittorie: 4, tutte in casa; sconfitte: 4, tutte fuori casa; pareggi 1, fuori casa.

Non male, ma neppure esaltante; con una evidentissima discrepanza tra le prestazioni interne (tutte vinte) e quelle esterne (tutte perse, tranne una, pareggiata). Ma, soprattutto, andamento non soddisfacente per l’esigente Zamparini, che, già da qualche tempo, cominciava a tradire segnali di impazienza.

Ed infatti, è appena stata ufficializzata la notizia che Zamparini si è, intanto, mangiato il suo Direttore Sportivo, Sean Sogliano, costretto alle dimissioni dopo, sembra, violente discussioni.
Bene. Anzi, male per il nostro Mangia: ora che il (suo) Direttore Sportivo Sean Sogliano,  si è dimesso, Devis Mangia si ritrova come Davide a lottare contro Golia/Zamparini.
E le cronache sportive già si intrallazzano a prevedere quando, anche Mangia, sarà mangiato da Zamparini.
Intanto, la prossima partita, sabato 5 novembre, si giocherà a Palermo contro il Bologna, allenato proprio dal suo predecessore sulla panca del Palermo: Stefano Pioli!; quando si dice: i casi della vita; c’è da augurarsi  (i tifosi bolognesi non ce ne vogliano) ancora una vittoria del Palermo, per sentire dire (di nuovo) a Mangia: “un’altra partita è assicurata”.
Ecco come si vive la precarietà, in Italia, nel secondo millennio!
Spiace, però, doverci “conformare” all’andazzo alquanto impietoso dei media; ma temiamo proprio che Mangia, come si dice in gergo sportivo, a Natale “non mangerà il Panettone”.

Aldo

mercoledì 2 novembre 2011

Non mangeranno il Panettone

Seconda puntata: David Stern

Come gli sportivi appassionati di basket sapranno, nello scorso mese di luglio è scattato  il secondo lockout (corrispondente alla serrata, attuata dai datori di lavoro, nel nostro diritto sindacale) della storia della NBA, poiché la lega dei proprietari e il sindacato  dei giocatori non hanno trovato l'accordo sul rinnovo del contratto collettivo.
Dopo alcune precedenti giornate di meeting alquanto fruttuosi, lo scorso venerdì, 28 ottobre 2011, l’incontro tra i  proprietari delle “franchigie” (rappresentati dal Commissioner David Stern) e il sindacato dei giocatori (rappresentato da Derek Fisher) era stato accompagnato da un certo ottimismo. Qualcuno ipotizzava perfino un accordo in vista, entro la fine della giornata. Invece, ancora una volta, appena le due parti hanno affrontato  il punto più dolente delle negoziazioni, il tanto discusso “BRI” (Basketball Related Income- cioè la torta dei proventi generati dalla Nba), è arrivato, puntuale, il brusco stop.
I proprietari continuano a insistere nel voler dividere la torta 50-50 (fino allo scorso giugno, il 57% dei profitti andava nelle casse dei giocatori); il sindacato dei giocatori, a sua volta,  non sembra avere nessuna intenzione di scendere sotto il 52% (cui erano pervenuti nei precedenti meeting, dimostrando buona volontà nell’abbassare le loro pretese, di cinque punti percentuali).
Così com’è successo troppe volte durante queste settimane di meeting, le due parti hanno deciso di interrompere le trattative e David Stern ha ufficialmente annunciato la cancellazione di altre due settimane di regular season.
Da notare che durante questo periodo di forzata inattività, molti giocatori NBA, soprattutto europei, hanno lasciato gli Stati Uniti, per tornare a giocare (o, almeno, tentare) nel vecchio continente, specialmente nel campionato turco. Deron Williams, giocatore dei New Jersey Nets, decide di giocare in Turchia con il Besiktas finché il lockout non avrà termine;  anche Danilo Gallinari si è messo  sotto contratto con l’Armani Jeans di Milano fino al termine del lockout; mentre Dwyane Wade, Dirk Nowitzki, Kobe Bryant e Kevin Garnett hanno più volte dichiarato di avere l'intenzione di andare a giocare in Europa, se la stagione non si dovesse svolgere regolarmente.
Con le complicazioni che immancabilmente sorgeranno, se e quando dovesse cessare il lockout.
In buona sostanza, attualmente risulta cancellato tutto il mese di novembre, e qualsiasi opportunità di veder disputare le canoniche 82 partite di stagione regolare è andata in fumo.
Sindacato e proprietari sostengono di non avere in programma nessun altro meeting.
Stern, intanto, lancia messaggi nemmeno troppo criptati sostenendo che “adesso, a causa delle perdite dovute alla cancellazione del primo mese di regular season, i nostri parametri nelle trattative con il sindacato cambieranno”. Come dire, più si va avanti con questo lockout e meno siamo disposti a concedere al sindacato.
Brutto affare.
Soprattutto perché comincia a sorgere il sospetto che non si tratti più (solo) di spartizione di proventi; ma che comincino a serpeggiare ripicche e “ideologie politiche” nelle fazioni contendenti.
Altrimenti, sarebbe difficile capire come mai non si trovi un accordo tra il 50% ed il 52%! Certo, avvicinandosi il periodo natalizio, e  rivolto il dovuto pensiero ai tifosi del Basket americano per il mancato divertimento,  resta solo da constatare come il caro Stern rischi, appunto, di non assaporare, anche lui, il dolce Panettone natalizio (solo perché il turkey per il Thanksgiving è già stato servito in tavola…)!

Aldo

Non mangeranno il Panettone

Prima puntata: Giancarlo Abete

Finita la nona giornata del Campionato di calcio  (cioè superato un quarto della stagione) ed approssimandosi il Natale, sono cominciate, come ormai è consuetudine, le considerazioni e le previsioni su chi, appunto a Natale, “non mangerà il panettone”; intendendosi, con ciò, come i conoscitori di cose calcistiche (e non) sapranno,  l’individuazione di quegli addetti ai lavori (in genere, gli allenatori...) a rischio licenziamento nel periodo natalizio.

Vorremmo dedicare alcuni articoli a questo aspetto; cominciando con la massima carica della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC): il Presidente Giancarlo Abete.

Nato a Roma, il 26.8.1950 (in piena calura, donde la testa calda che si ritrova!), è diventato Presidente della FIGC subito alla fine (meglio, alle sentenze del 2006)  di Calciopoli 1, essendo stato eletto il 2.4.2007; quindi: alla cessazione del commissariamento della stessa FIGC operata, ad inizio Calciopoli 1, dal CONI per inettitudine della precedente governance.

Diciamolo chiaro, perché ormai è di pubblico dominio: “dalla padella alla brace” (per la FIGC)  e, “al posto giusto al momento sbagliato” (per “il nostro”).

Ma va rilevato, subito, che il momento sbagliato è apparso tale anche (se non soprattutto) per le nefandezze degli atti e dei comportamenti adottati dallo stesso Abete e dalla propria struttura (ma, come si sa, il pesce puzza dalla testa...).

Bene, ecco i “Panettoni” (prendi e porta a casa!) che si troveranno, sulla tavola imbandita, in occasione del prossimo Natale, Giancarlo Abete e la sua FIGC.

1 - Per l’8 novembre 2011 (massimo 15 novembre, come affermato nel corso dell’ultima udienza, dal Giudice Casoria) è prevista la sentenza del processo penale in corso a Napoli, per Calciopoli 1.

Non stiamo a fare la storia di Calciopoli 1 e del processo di Napoli; diciamo solo che le previsioni, secondo quanto emerso nel corso del processo, sono disastrose per Abete e FIGC (ed altri); al meglio le alternative sono due: fare un nuovo processo sportivo (Calciopoli 2); rifare il processo del 2006 (Calciopoli bis).

Non vorremmo essere nei panni di Abete, ma qui si rischia un nuovo “tutti a casa” per le pesanti manchevolezze di Abete e compagni federali, emerse nel processo di Napoli, e per quanto segue ai punti 2 e 3.

2 - Per il 27 novembre (corrente) è prevista un’altra sentenza: quella dell’Alta Corte di Giustizia presso il CONI, per l’affare delle radiazioni inflitte, a Moggi, Giraudo e Mazzini, con provvedimento dello stesso Abete, con procedura del tutto anomala ed arbitraria (regole nuove, emanate ed immediatamente applicate al caso: roba che neanche nelle dittature si sognano); la sentenza, prevista per fine ottobre, è slittata a fine novembre, perché, si legge nel comunicato in data 27.10.2011 del CONI: "Ritenuta l'esigenza di integrare la documentazione esistente agli atti, la Corte ha ordinato alle parti in causa l'espletamento di una serie di adempimenti istruttori, da effettuarsi entro il termine di 30 giorni".

3 - Per il 13 dicembre 2011 è prevista la sentenza del TNAS per i seguenti motivi (comunicato dello stesso TNAS) :  "Il Presidente del Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport, Alberto De Roberto, in merito alla controversia Juventus F.C. SpA / Federazione Italiana Giuoco Calcio e F.C. Internazionale Milano SpA, avente a oggetto l'atto del Consiglio Federale del 18 luglio 2011 di rigetto dell'istanza di revoca dell'assegnazione dello scudetto stagione sportiva 2005/2006, respinge le istanze di incompetenza del Tribunale in merito ai seguenti punti, legati ad altrettante domande arbitrali presentate della Juventus Fc SpA: Il Collegio Arbitrale:

I. revochi, con effetto ex tunc, per i vizi di legittimità dedotti nella presente istanza:

a. il provvedimento del Consiglio Federale della F.I.G.C. in data 18 luglio 2011 di reiezione dell’istanza di revoca, presentata dalla Juventus Football Club s.p.a. in data 18 luglio 2011;

b. l’atto del Commissario Straordinario della F.I.G.C., Avv. Guido Rossi, adottato in data 26 luglio 2006;

c. il titolo di Campione d’Italia per gli anni 2005-2006 assegnato al F.C. Internazionale Milano SpA;

II. dichiari “non assegnato” il titolo di Campione d’Italia per gli anni 2005-2006. Dichiara la manifesta incompetenza del Tribunale in relazione al seguente punto delle domande arbitrali della Juventus F.C. SpA.

III. dichiari e quantifichi, secondo un equo apprezzamento, il diritto soggettivo della Juventus Football Club s.p.a. al risarcimento dei danni patiti e patiendi, patrimoniali e non patrimoniali, causati dai provvedimenti indicati supra sub a. e b.”

Bene, dopo tutto quanto sopra elencato, qualcuno ha ancora il dubbio se Giancarlo Abete, il prossimo Natale, gusterà una fetta di panettone…?

 Aldo