sabato 15 ottobre 2011

Le ultime parole famose

Chi non mi capisce è poco intelligente
Federica Pellegrini

Su “Gazzetta.it” del 13 ottobre corrente (vedi link sotto), è apparso un articolo concernente l’idea, espressa da Federica Pellegrini: "Chi non mi capisce non è molto intelligente...”.
http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Altri_Sport/Nuoto/13-10-2011/fede-chi-non-mi-capisce-803270788938.shtml
Un breve riepilogo per inquadrare il fatto:
a-     Intervistata da “Sky Sport 24” circa la possibilità di fare il portabandiera nella cerimonia di apertura alle prossime Olimpiadi del 2012, Federica ha affermato che rifiuterebbe l’incarico, qualora le venisse proposto “perché non è colpa mia se il nuoto è il primo sport che parte la mattina dopo la serata di apertura dei Giochi”   
b-     Gianni Petrucci, presidente del Coni, le ha ricordato che: “portare la bandiera ai giochi non è la Via Crucis”
c-      Risponde, appunto, Federica: ”chi non lo capisce, o non è dotato di molta intelligenza, o non sa cosa vuol dire stare 8 ore in piedi”.
Ed una breve precisazione: la cerimonia di apertura dei giochi di Londra 2012 è prevista per la serata di venerdi 27 Luglio. La Pellegrini  sarà impegnata sui 400 sl domenica 29, al mattino per le batterie e alla sera per la finale. Inoltre, sui 200 sl, sarà impegnata lunedi 30 per le batterie e semifinali e Martedi 31 per la finale.
Confesso che ho riflettuto molto su questa diatriba e anticipo la mia conclusione: sbagliano entrambi.
Pellegrini
-sbaglia , innanzitutto, perché non è il “giorno dopo” che è impegnata nelle gare, ma c’è tutto il sabato e la notte tra sabato e domenica:  credo sufficienti, ad un atleta, di qualsiasi sport per riposarsi fisicamente e prepararsi moralmente alle gare della domenica.
-sbaglia, poi, perché (se anche le gare fossero previste per “la mattina dopo”) sostanzialmente, afferma che il proprio interesse individuale, egoistico, alla prestazione sportiva (con notevoli benefici finanziari, in caso di medaglia) travalica l’interesse, nazionale (solo ma moralmente gratificante) alla funzione di portabandiera; così, peraltro, tradendo, grossolanamente, lo spirito olimpico : “importante è partecipare”.
-sbaglia, infine, perché non si è resa conto che gli italiani non la vogliono come portabandiera dell’Italia . Infatti,  le risposte ad apposito sondaggio,  proposto  dalla stessa Gazzetta.it, parla chiaro: gli italiani preferiscono, e di gran lunga, Vezzali (Scherma: 52,1%) o  Idem (Canottaggio: 29,9%). Quindi, si (e ci) poteva risparmiare di esternare (ancora una volta) le  proprie idee alquanto bizzarre.
Petrucci
-sbaglia, innanzitutto, a mischiare sacro (Via Crucis) e profano (appunto, la Pellegrini); caduta di stile imperdonabile per il massimo rappresentante dello sport italiano;
-sbaglia, soprattutto, per  non aver intuito, anche senza avere sotto gli occhi i risultati del sondaggio, che, sostanzialmente, gli  italiani, almeno la maggioranza silenziosa di essi,  non “amano”  la Pellegrini. Queste, sono  le intuizioni   che caratterizzano il vero “uomo politico”; ed anche su questo, Petrucci  non è stato all’altezza, o, per dirla alla Pellegrini, è “mancato di intelligenza”. Quindi, come si usa dire in questi casi: ha perso l’occasione per stare zitto.

Aldo

lunedì 15 agosto 2011

Ida de Supercopa

Era da parecchio che non scrivevo, è vero, ma mi capirete: è stato un mese e mezzo abbastanza pieno e impegnativo, se considerate che nel frattempo ho dovuto spostarmi da Bologna a Madrid, città nella quale vivrò per i prossimi 12 mesi.

E senz'altro mi perdonerete sapendo che il primo post dopo tanto tempo riguarda la partita di andata della Supercopa de Espana, che il sottoscritto ha potuto godersi da una delle file più vicine al campo del Santiago Bernabeu.
Anzitutto questa considerazione: ma perchè non una gara secca in campo neutro, come accade in tutti gli altri campionati europei più importanti? Provo a darmi da solo una risposta: forse perchè il Clasico porta sempre allo stadio 80-90.000 spettatori, e portarli due volte è meglio che portarli una, senza contare che non credo che il Mestalla, il Pichuan o il Vicente Calderon (sempre che lo si possa considerare neutro) arrivino a tali capienze. Tuttavia, una sola partita sarebbe sicuramente più affascinante, e poi il lato economico potrebbe essere appagato comunque disputandola in qualche paese del Medio-Oriente o in Cina, dove certamente la LFP sarebbe coperta di milioni per l'evento.

Vabbè passiamo alla partita.
Pronti via, un Barça rimaneggiato (ma comunque con in campo giocatori di livello internazionale) non ha giocato come al solito, non riusciva a tenere palla, soffriva il pressing del Real e non si dimostrava mai a rendersi pericoloso dalle parti di Casillas. D'altra parte il Real ha iniziato subito con un ottimo piglio ed una grande determinazione, pressando al nascere le fonti del gioco del Barça (Mascherano? Sic!) e anche facendo spesso ricorso al fallo sistematico per non rischiare davvero nulla dietro.

In generale il  Real è apparso in condizioni migliori atleticamente e ha creato certamente più occasioni da gol (grande parata di Valdes su incornata di Benzema, in più Benzema di testa e Marcelo col sinistro in un 2 vs 1 potevano fare sicuramente di più) e tutto sommato avrebbe meritato la vittoria. Il problema è proprio questo: se non si riesce a vincere adesso, in casa, in condizioni atletiche migliori e senza (per un'ora o più) Xavi, Piqué e Puyol, figuriamoci più avanti, e magari al Camp Nou.

Lasciando stare le immancabili polemiche arbitrali, di questa ida di Supercopa resterà il bellissimo gol di Villa, l'imprescindibilità di Xavi in mezzo al campo per il Barça (quando è entrato lui, il possesso palla dei blaugrana sembrava quasi tornato quello di un tempo, e l'atteggiamento della squadra di Mou, completamente diverso da quello tenuto in casa nella semifinale di Champions della passata stagione, tanto spavaldo da far titolare stamane As: "Così si può fare!".

In conclusione: 2-2 e mercoledì il ritorno a Barcellona. Favoriti i padroni di casa, cui basta lo 0-0 e possono permettersi di fare il loro possesso palla aspettando che il Real Madrid si scopra, ma i blancos hanno delle chances eccome, soprattutto considerando lo stato di forma non eccellente di Messi e soci.

sabato 2 luglio 2011

Lock Out!

Era difficile immaginare che si arrivasse a una soluzione in tempo utile. Dall'America rimbalzano da tempo voci di una serrata inevitabile, perché le posizioni erano e sono rimaste a distanze siderali. E' stato ironizzato che pure Cleveland e LeBron erano più vicini di quanto non lo siano giocatori e proprietari in questo momento.
Il 30 giugno è passato, i contratti sono scaduti. Qual è la prossima fase? Intanto, i giocatori se vigliono allenarsi devono farlo da soli, non potendo nemmeno mettere piede nelle palestre dei loro team: se hanno bisogno del medico, devono pagarsene uno, non potendo nemmeno telefonare a quello della squadra.
Chi ci rimette di più sono, come sempre, i più poveri (poveri per gli standard dei giocatori NBA). Immaginatevi Artest al campetto di Venice per tenersi in forma...
Ci saranno poi i classici tagli (perchè tutto il mondo è paese), ovvero licenziamenti a catena di gente che occupa ruoli minori all'interno delle società, da chi vende gli abbonamenti, i biglietti, al marketing.
 
Su alcuni siti si riporta che i cestisti abbiano pensato di non sciogliere il sindacato per poter aggirare la legge antitrust USA e fare come i colleghi della NFL di football (vedasi la famosa causa Brady vs. NFL); tuttavia pare che le parti in causa si incontreranno ancora per riprendere le trattative fra 2-3 settimane. A mio modo di vedere, come spesso nelle trattative, finché non si arriverà davvero a ridosso dell'inizio della stagione, non verrà raggiunto l'accordo ed entrambe le parti proveranno a tirare la corda il più possibile, sebbene (vedi link sotto) molti sostengano che il punto finale della trattativa già si sa quale sarà: 50 e 50 tra giocatori e società.
Qui sotto un link che vi porta a un video in cui Federico Buffa parla del lock-out. Al di là dell'aspetto contenutistico, per altro interessantissimo (anche non considerando la chicca del cricket indiano), è sempre un piacere ascoltare parlare Buffa.